Jorginho: "Al Chelsea criticato ingiustamente perché mi ha voluto Sarri"

"Però ho sempre visto le opinioni dei tifosi e le critiche come uno stimolo, in più questa volta mi hanno dato ulteriore forza perchè dentro di me sapevo che avevano torto"
© Getty Images

LONDRA - Ha pagato l'etichetta di giocatore di Maurizio Sarri. Del resto è stato l'attuale tecnico della Juventus a volere fortemente Jorginho al Chelsea, ma se l'italiano un anno dopo è andato via senza lasciare grandi rimpianti tra i tifosi, il brasiliano è rimasto per cercare di conquistare una tifoseria, oltre che una critica, mai troppo tenera con lui. In un'intervista rilasciata a FourFourTwo (oggi le anticipazioni, l'integrale nel numero di giugno) il centrocampista della Nazionale (prima di Conte e ora di Mancini) ammette che non è stato facile per lui conquistare Londra. "L'anno scorso ho ricevuto molte critiche secondo me perché sono arrivato con un allenatore che mi voleva e onestamente ho sentito tante critiche ingiuste - spiega il brasiliano -. Però ho sempre visto le opinioni dei tifosi e le critiche come uno stimolo, in più questa volta mi hanno dato ulteriore forza perchè dentro di me sapevo che avevano torto. Ho lavorato in silenzio per dimostrare che si sbagliavano, l'ho sempre fatto perchè per me le cose non sono mai state facili". Pressioni e critiche che potevano portarlo a lasciare il Chelsea. "Succede e mi è successo anche altrove che in certe situazioni vengano fuori dubbi e incertezze, ti chiedi se sia giusto restare, se c'è spazio per te, ma poi sono il tipo che decide di accettare la sfida e che non si tira mai indietro, lavoro con più forza per dimostrare che posso farcela", ha spiegato Jorginho che ha trovato in Lampard, ora tecnico ma soprattutto leggenda dei blues e amatissimo dai tifosi, un alleato inaspettato. "Ha sempre parlato molto bene di me da quando eè tornato a Stamford Bridge - spiega il nazionale azzurro -. Lo ringrazio per la sincerità che mi ha mostrato in pubblico. Non doveva farlo e non tutti i manager lo fanno. E' una leggenda all'interno del club e le persone ascoltano quello che dice. E infatti ho capito che la gente iniziava a guardarmi con occhi diversi e ad avere attenzione alle cose che faccio e all'impegno che ho messo per fare del mio meglio per la squadra".

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