Coronavirus, Mourinho: “Il calcio non sarà mai a porte chiuse, milioni guarderanno le partite”

Il tecnico del Tottenham ha nostalgia del campo: “Se torneremo a giocare sarà un buon segno”. Poi ricorda il suo Real: “Callejon era importante tanto quanto Cristiano Ronaldo”
Coronavirus, Mourinho: “Il calcio non sarà mai a porte chiuse, milioni guarderanno le partite”

Non faccio altro che guardare partite a casa, imparo molto dalle altre squadre e dagli altri allenatori. Il calcio mi manca, ma dobbiamo essere prudenti e pazienti”. La nostalgia di José Mourinho ai tempi del Coronavirus. Il tecnico del Tottenham ha espresso il proprio pensiero sulla possibile ripresa dell’attività agonistica. “Il mio punto di vista sul ritorno in campo? Se giocheremo le restanti partite di campionato, sarà un buon segno per noi, per la Premier e per il calcio in generale - ha dichiarato in un’intervista a Marca -. Il calcio non sarà mai a porte chiuse: le telecamere saranno presenti e milioni di persone ci guarderanno. Uno stadio vuoto non sarà mai completamente vuoto”.

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Mourinho: “Ho interrotto il dominio del Barcellona”

Si è tornato a parlare del Mourinho allenatore del Real Madrid. “È molto difficile per me dire se quello fosse il punto più alto o meno. Ma ovviamente è stato un momento molto importante perché si è verificato in un periodo speciale in cui dominava il Barcellona. Porre fine a quel dominio e farlo raggiungendo anche un record di punti e un record di obiettivi del genere lo ha reso ancora più interessante e importante, dal momento che lo abbiamo fatto nel miglior modo possibile. Non è solo che abbiamo vinto la Liga, è che l'abbiamo fatto in un modo che ha fatto la storia". 

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Mourinho: “Callejon importante tanto quanto Ronaldo”

Cristiano Ronaldo determinante nel mio Real Madrid? Non mi piace analizzare i singoli. Ogni giocatore era importante perché ognuno di loro aveva un ruolo chiaro all’interno della squadra. Tutti volevano vincere e tutti sapevano di essere importanti perché sapevano di aver contribuito a un obiettivo. In questo senso ricordo Callejon e Granero, che non erano titolari ma furono comunque molto importanti. Quella squadra meritava di vincere Liga e Champions”.

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Mourinho: “Ho vinto dappertutto”

Volevo vincere e avere successo in Italia, Inghilterra e Spagna. Sono ancora l’unico allenatore a esserci riuscito. A chi mi accusa di essere un ‘difensivista’, dico che la storia è lì e quindi non c’è niente che io possa dire. Alla fine tutto si riduce a quello, a ciò che resta della storia”.

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