La Premier League sull'orlo del baratro: una nuova regola rischia di far saltare tutto!

A differenza del tradizionale salary cup, si pensa ad un tetto comune e artificiale, slegato dall'effettiva solidità finanziaria delle big del campionato inglese
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Aria di tempesta in Premier League. Nelle prossime settimane, in Inghilterra rischia di saltare il banco a causa del nuovo sistema di "ancoraggio" pensato dai vertici della Football Association. L'obiettivo? Limitare spese folli e ammortizzare la differenza che c'è tra big e "medio-piccole" del campionato più importante al mondo, con un occhio alle altre leghe e al mercato europeo. Una soglia-limite che si allontana sensibilmente dal semplice concetto di salary cup.

Premier League, il nuovo sistema di "ancoraggio" spaventa le big: cos'è e in cosa consiste

In cosa consiste il sistema di ancoraggio pensato per la Premier League? Stabilisce un limite di spesa che non dipende dai ricavi di ciascun club, ma da un unico importo per l'intero campionato: per la precisione, cinque volte i ricavi della squadra meno pagata. Un tetto comune e artificiale, slegato dall'effettiva solidità finanziaria di big club come Manchester City, United, Chelsea o Liverpool. Società che, chiaramente, si sono già dette contrarie a tale manovra. Un sistema diverso da quello attuato dalla UEFA, che regolamenta in base a percentuali di fatturato, e dalla Liga spagnola, che invece adatta il limite alla capacità finanziaria di ogni singolo club. Il sistema di ancoraggio, invece, ignora questa proporzionalità e stabilisce una soglia fissa che nessuno può superare.

In Premier rischia di saltare il banco: cosa può succedere

La prima vera sfida è il voto: la norma necessita del sostegno di 14 dei 20 club, al momento improbabile. Ha un valore la ferma opposizione di giganti del calcio inglese come Manchester City e Manchester United, ma anche il tortuoso percorso legale che attende una misura che deve passare  attraverso il PFNCC, un organo consultivo composto da rappresentanti della Premier, dell'EFL, della FA e del sindacato dei giocatori della PFA. Quest'ultima, secondo quanto filtra dall'Inghilterra, si opporrà e cercherà di bloccarla prima ancora che entri in vigore. A costo di portare la misura in tribunale. Peraltro, come spiegato nel dettaglio dal quotidiano spagnolo Marca, il risultato finale porterebbe all'indebolimento della competitività dei club e ad un contenimento dei costi che rischierebbe di ridisegnare la scala dei valori in Europa e a livello internazionale: "Ai club che generano ricavi multimilionari verrebbe impedito di utilizzare le proprie risorse, limitandole a un tetto massimo di circa 500-525 milioni di sterline", parola di Antonio Fernández, Senior Associate della divisione Sport di Baker McKenzie, intervistato proprio da Marca a margine della querelle che sta coinvolgendo la Premier League. Una battaglia non facile, con nuovi capitoli all'orizzonte: fra tutti, un profilo legale tutto da chiarire. La norma, così come è strutturata oggi, limita indirettamente la capacità dei calciatori di raggiungere il loro reale valore di mercato e distorce la concorrenza economica tra i club. E, in tal senso, la PFA ha già fatto sapere che difenderà nelle sedi opportune diritti contrattuali ed economici dei giocatori.

 


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