Murillo, il colombiano che ha fermato Messi

Difensore centrale, ventuno anni, gioca nel Granada (il club controllato dalla famiglia Pozzo) e nella Liga ha strappato applausi davanti all’argentino e a Neymar. Ha rinnovato il contratto fino al 2019: nell’accordo è stata inserita una clausola da venti milioni.
Stefano Chioffi
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ROMA - I migliori voti in pagella li ha ricevuti fermando Messi e Neymar, il 12 aprile, quando ha dimostrato di avere già il passo giusto per confrontarsi con i faraoni della Liga. Jeison Murillo è colombiano, ha quasi ventidue anni, è un difensore centrale e gioca nel Granada, club controllato dalla famiglia Pozzo, che detiene da ventotto anni il pacchetto di maggioranza dell’Udinese. Era stato scoperto dagli osservatori del club bianconero durante un viaggio in Sudamerica: giocava nelle giovanili del Deportivo Cali, era il 2009 e non aveva ancora compiuto diciassette anni. Fu acquistato dall’Udinese e portato in Italia. E’ rimasto quasi dodici mesi in Friuli, prima di essere girato al Granada. Ora è uno dei difensori emergenti del campionato spagnolo: veloce nei recuperi e negli anticipi, interpreta il ruolo con una disciplina tattica molto europea. 


LA STORIA - E’ nato a Barranquilla, ma si è formato prima in Italia e poi in Spagna, dove è stato protagonista di una brillante scalata: nel 2011 giocava in C con il Cadice, nella scorsa stagione era al Las Palmas in “Segunda Division” e quest’anno ha superato il suo esame di maturità, diventando subito titolare nel Granada, allenato da Lucas Alcaraz. Trentuno presenze e un gol contro il Valladolid. Nel suo ruolo è una delle realtà emergenti. E’ un destro naturale, ha caratteristiche da 4-4-2 ma può adattarsi anche a una difesa a tre. E’ alto un metro e 82, pesa 75 chili, è bravo nei colpi di testa e ordinato negli appoggi. Si sgancia spesso in occasione dei calci piazzati.


LO SPAREGGIO - Il Granada è a un passo dalla salvezza. Decisiva la sfida di domenica in casa, allo stadio “Nuevo Los Carmanes”, contro l’Almeria. Il 12 aprile ha battuto a sorpresa il Barcellona (1-0) con un gol di Brahimi. Poi ha accusato una flessione: due sconfitte e un pareggio sul campo della Real Sociedad. Dopo trentasei giornate, il Granada ha 38 punti in classifica, mentre l’Almeria è a quota 36: uno spareggio che può regalare al club di Pozzo la terza salvezza di fila, dopo la promozione centrata nel 2011 vincendo la sfida dei play off con l’Elche. Murillo è in corsa anche per trovare posto nella nazionale colombiana, che si è qualificata al Mondiale in Brasile mettendo fine a una lunga assenza: nelle ultime tre edizioni era rimasta fuori dalla fase finale. Mancava dal 1998, quando in Francia fallì l’ingresso agli ottavi, chiudendo il girone alle spalle della Romania e dell’Inghilterra. Terza in classifica davanti alla Tunisia. Era il gruppo di Cordoba e Asprilla, di Rincon e Valderrama.


IL CT PEKERMAN - Murillo è un altro dei talenti cresciuti in Colombia negli ultimi tempi. Ora la nazionale è diretta dal ct argentino José Pekerman, che anche nel suo Paese di origine aveva sempre lavorato a fondo con i giovani: la generazione di Crespo e Veron gli appartiene, l’ha cresciuta lui, nel centro sportivo federale di Buenos Aires. Murillo è stato blindato dal Granada con un contratto fino al 30 giugno del 2019 e ha già giocato in passato nella selezione Under 20 di Eduardo Lara. Pekerman è arrivato nel 2012 sulla panchina della Colombia, che spera di presentarsi in Brasile anche con Falcao, reduce da una lesione al legamento crociato del ginocchio sinistro: infortunio riportato alla fine di gennaio nella Coppa di Francia con lo Chasselay. Una Colombia che è diventata all’improvviso la patria degli attaccanti: non solo Falcao, ma anche Jackson Martinez (Porto), Carlos Bacca (Siviglia), Adrian Ramos (Hertha Berlino) e Luis Muriel (Udinese). 


LA CLAUSOLA - Un percorso, quello di Murillo, cominciato a Barranquilla, dove è nato il 27 maggio del 1992. Insieme con Eder Alvarez Balanta, che gioca nel River Plate e ha ventuno anni, è destinato a formare la coppia centrale della Colombia del futuro. Svelto e agile, si muove già da leader, è elegante nei disimpegni e si prende spesso la responsabilità di far ripartire l’azione. In due anni è passato dalla terza divisione alla Liga, senza accusare contraccolpi. Intorno a Murillo sono già iniziate le manovre dei grandi club. Il Granada ha inserito nel nuovo contratto una clausola di rescissione da venti milioni di euro. L’accordo è stato definito all’inizio di marzo.


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