Polveriera Milan. Donnarumma, Romagnoli e gli altri: ecco chi stava con Mihajlovic

Ufficialmente, tutti i rossoneri stavano con Sinisa. In realtà, lo spogliatoio era profondamente spaccato. E i pretoriani di Sinisa hanno saputo in ritardo della decisione di Berlusconi
Milan, via Mihajlovic ecco Brocchi. L'ironia dei tifosi sul web: «Ma non eravamo da scudetto?»
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MILANELLO - A mano a mano che passano le ore, vengono a galla i retroscena della clamorosa cacciata di Mihajlovic che ha pagato le divisioni di uno spogliatoio dove, anziché pensare all’interesse comune, in troppi hanno remato per i fatti loro. Il primo a non avere mai amato il tecnico serbo è stato Silvio Berlusconi che, sin dall’inizio dell’esperienza rossonera del serbo, non ha mai lesinato né critiche né appunti nei confronti di in allenatore che non ha mai sentito suo. Inutili sono stati gli sforzi di Galliani per difendere una scelta che l’estate scorsa il proprietario aveva accettato a denti stretti.

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La sconfitta con la Juve, peraltro maturata al termine di una partita durante la quale il miglior dei banconeri è risultato Buffon, è stata semplicemente un pretesto. Berlusconi aveva deciso da tempo di esonerare Mihajlovic e, come spesso è accaduto in passato, ha agito quando la squadra e i tifosi meno se l’aspettavano, ma evidentemente le consultazioni personali condotte dal presidente onorario, hanno indotto lo stesso ad agire. A parole, tutta la squadra stava con Sinisa. In realtà, non era vero.

ITALIA VS RESTO DEL MONDO - Due anime separate e distinte. Non l'una contro l'altra, ma l'una con Mihajlovic e l'altra per usare un eufemismo che se ne stava per i fatti suoi. Da una parte gli italiani, capitan Montolivo in testa: con lui Abate, Donnarumma, Bonaventura, Romagnoli, Bertolacci, Antonelli, Poli e De Sciglio. Dall'altra gli "stranieri": su tutti gli scontenti Menez, Luiz Adriano, Mexes e Niang. In mezzo Bacca e Balotelli: il primo non si è mai esposto sul suo allenatore, di Mario e dei suoi dissidi con il tecnico che spesso lo ha bacchettato, se n'è scritto e parlato. Questo era il Milan fino ad oggi, un Diavolo con due anime, due mondi diversi.

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Stamane, le lacrime di Donnarumma, lanciato in serie A a 16 anni da Mihajlovic, hanno dimostrato chi abbia sofferto veramente per il licenziamento delll’allenatore i cui pretoriani come Romagnoli, Abate, Antonelli, Kucka, sono rimasti di sasso alla decisione societaria, anche perché sono stati informati dopo che la notizia era stata comunicata ad altri compagni di squadra già ieri sera. Questo Milan, al quinto allenatore in meno di due anni e mezzo, assomiglia sempre più alla fattoria degli animali, dove tutti sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri. Brocchi ha messo piede in una polveriera. E lo sa.

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