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Inter, chi preferiresti tra Simeone e Conte?

Inter, chi preferiresti tra Simeone e Conte?

Conte o il Cholo per ricostruire: sul tavolo Suning mette 15 milioni l'anno. Chi dirà di sì diventirà il più pagato al mondo

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dal nostro inviato Antonio Barillà

lunedì 8 maggio 2017 08:00

GENOVA - Buio pesto. La stagione dell'Inter è un calvario. Una sovrapposizione di amarezze e di schiaffi, inframmezzate da fugaci illusioni. Roberto Mancini andò via sbattendo la porta, stanco di promesse vuote e consapevole che sarebbe stato impossibile competere per grandi traguardi, forse nemmeno lui però immaginava lo strapiombo, la crisi nera in cui è precipitata la squadra. Non era solo colpa di Frank De Boer, timoniere nella tempesta d’inizio stagione, la navicella sempre sballottata con un solo squarcio sereno: la vittoria sulla Juve, la gloria d’una notte. E non è solo colpa di Stefano Pioli, scelto per una svolta che s’è rivelata effimera e ingannevole: al cambio di passo iniziale sono seguiti un ridimensionamento e poi una caduta senza fine, 2 punti nelle ultime 7 partite, la sensazione dell’impotenza e dello sbando, l’immagine di una squadra che si trascina, d’un sesto posto che è obiettivo solo a parole. [...]

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BONUS - E’ la società che deve intervenire. Pretendere il top e fare chiarezza. Dopo la sconfitta di ieri i dirigenti hanno scelto un atteggiamento paternalistico, hanno preferito il dialogo. Non ci sarà nessun ritiro e l’invito a dare il massimo nelle ultime tre giornate è stato ribadito senza alzare la voce. Intanto, si pongono le basi di un futuro diverso. I vertici nerazzurri sono già attivi, sanno di non poter sbagliare scelta e pretendono il meglio per dimenticare questa “stagionaccia”. Vogliono Antonio Conte o Diego Simeone in panchina, e non baderanno a spese per convincere uno dei due, strapparlo al Chelsea o all’Atletico Madrid. Offriranno un ingaggio monstre, 15 milioni di euro a stagione comprensivi di bonus e premi legati ai risultati, ma non punteranno soltanto sul fruscio delle banconote, su un salario che nessun tecnico percepisce oggi in Europa: no, proporranno un grande progetto, testimoniato da nuovi interventi sul mercato, dall’innesto di top player che possano infondere esperienza e qualità.

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