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Ancelotti: «Nazionale? Ci si può pensare ma vorrei allenare un club»

Ancelotti: «Nazionale? Ci si può pensare ma vorrei allenare un club»
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Intervista al tecnico che ha vinto più Champions: «La federazione, ora con l’aiuto del Coni, deve creare una sua nuova struttura, dopodiché prenderà la decisione. Io resto della mia idea, ci vuole prima chiarezza»

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 Alberto Polverosi

mercoledì 31 gennaio 2018 09:25

ROMA - Carlo Ancelotti è a Londra e già questo può essere un indizio: Arsenal, Tottenham e Chelsea sono club londinesi. Ha lasciato il Canada, e i salmoni di Vancouver, per riprendere il contatto col calcio che ama. Quello inglese e quello europeo in generale. Andrà al Bernabeu a vedere Real Madrid-Psg e aspetterà una chiamata per rimettersi al lavoro dopo il lungo (e inatteso) periodo di riposo dovuto al licenziamento del Bayern. E la Nazionale? Mmmh, forse è passato il momento buono, il treno azzurro si è fermato così a lungo che Carletto ha avuto tutto il tempo di orientare la sua attenzione altrove, verso un club, come lui stesso dice in questa intervista. Quale sia il club, però, lo sapremo più avanti, ma se diciamo che la sede sarà su un’isola staccata dal resto del continente probabilmente non sbagliamo. E non parliamo dell’Islanda... La Champions sta per ripartire più ricca di sempre senza l’allenatore protagonista degli ultimi 15 anni, l’uomo delle tre coppe vinte. Quest’anno Ancelotti non potrà difendere o migliorare il suo record (condiviso con Bob Paisley) dall’assalto di Guardiola, Mourinho, Heynckes e Zidane, che possono arrivare a quota tre. Ancelotti è stato allenatore di 5 squadre sulle 16 in corsa: Real Madrid, Psg, Juventus, Chelsea e Bayern Monaco, anche questo è un record. Al di sopra della contesa, può aiutarci a capire come andrà a finire.[...]

Sarà lei il nuovo ct dell’Italia?
(Risata) «La mia risposta è questa: la federazione, ora con l’aiuto del Coni, deve creare una sua nuova struttura, dopodiché prenderà la decisione. Io resto della mia idea, ci vuole prima chiarezza, poi ci si può pensare, anche se il mio obiettivo rimane quello di allenare una squadra di club».
Quale?
Ancora non lo so, è tutto in alto mare, bisogna aspettare un paio di mesi. Ora torna la Champions e, a meno che non vengano cambiate le regole, c’è una sola squadra che la vince. Le altre che faranno?».

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