La Roma senza bandiere si prepara per Gasperini. E Totti...
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La Roma senza bandiere si prepara per Gasperini. E Totti...

Le strategie del club e il peso del dirigente sulle scelte: i retroscena

ROMA - Il repulisti adesso è totale: via l’amministratore delegato, via il direttore sportivo, via l’allenatore, via il capitano. La Roma sceglie ancora una volta di scommettere su se stessa, il tutto prima di ogni parte, senza paura di stracciare le bandiere, il tradizionale tessuto connettivo tra la società e i tifosi. Secondo un banale principio aziendale di rinnovamento, Pallotta accompagna alla porta Daniele De Rossi offrendogli l’unico incarico che non gli interessava. Il dimissionato da parte sua non reagisce come Totti, accettando di non intaccare la carriera interamente romanista, e va a giocare altrove, orgogliosamente. (...) E chissà che l’orientamento verso Gian Piero Gasperini, che sta valutando l’offerta della Roma, non abbia accelerato il commiato da De Rossi, giocatore anziano e un po’ logoro, poco adatto allo stile di calcio basato sull’atletismo e sull’intensità ammirati all’Atalanta. Probabilmente, se fosse arrivato Conte a Trigoria, De Rossi avrebbe ricevuto un’offerta per rinnovare il contratto da calciatore. Ma le cose sono andate diversamente, perché Conte ha preso altre strade. 

IL FRATELLO. La rottura improvvisa tra la Roma e De Rossi ci conduce verso un altro caso aperto: Totti. Ieri si è sistemato malinconicamente ai margini della sala stampa, in piedi, in silenzio. Ma presto potrebbe sfogare la sua insoddisfazione per un ruolo ancora secondario all’interno del management. De Rossi lo ha invitato davanti a tutti a prendere più potere, ricordando le dichiarazioni di poche settimane fa: fosse stato per il fratellone, che ha vissuto sulla propria pelle la forzatura di un ritiro anticipato, il prolungamento sarebbe stato una formalità. Sono attese repliche.

Totti, in partenza per il Kuwait dove domani giocherà un torneo di beneficenza, nel suo messaggio di solidarietà su Instagram ha scritto un significativo hashtag, «Torneremo grandi insieme», ma da questa vicenda esce indebolito: 1) perché la Roma ha offerto a De Rossi un ruolo operativo da dirigente, una sorta di vice Fienga, e a lui nulla nonostante un contratto già stipulato con Rosella Sensi; 2) perché anche su De Rossi, la sua linea non ha prevalso. Il futuro di Totti alla Roma, con il “rivale” Baldini sempre presente e invisibile dall’altra parte dello specchio, è un tema in discussione. Con conseguenze imprevedibili. In quale struttura societaria Totti avrà l’importanza che chiede?

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