Mercato Serie A, sono tutte imperfette tranne una

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Mercato Serie A, sono tutte imperfette tranne una© LAPRESSE
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Alberto Polverosi
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Nel campionato italiano appena interrotto dalla protervia qatariota, c’è una squadra che, per quanto ha mostrato, per quanto ha vinto e per quanto ha giocato bene, ha una necessità assoluta: non va nemmeno sfiorata. Il riferimento al Napoli è chiaro. Si può migliorare un prodotto del genere? Pensiamo di no, anche solo toccare quel congegno perfetto creato da Spalletti in così poco tempo è un rischio enorme. Facciamo un’ipotesi stolta: se il Real Madrid rinunciasse a Modric, sarebbe titolare da 60 minuti nel Napoli? Chissà, forse, per dirla alla Spalletti, sarebbe titolare da 30 minuti.
Le inseguitrici invece vanno migliorate, risistemate, perfezionate, sia quelle più a ridosso (Milan, Juve e Inter), sia quelle più distanti. Vanno rafforzate le squadre che giocheranno le coppe a febbraio. Il Milan, la più vicina al Napoli, deve aumentare il passo per pensare all’aggancio. Prima di tutto deve sperare che il Mondiale abbia un effetto benefico su De Ketelaere. Se Pioli recupera questo ragazzo al suo livello, il Milan può crederci di più. E non farebbe male ai rossoneri nemmeno un rinforzo in mediana, di livello però. Quando gioca la coppia Bennacer-Tonali è un Milan, quando sta fuori uno dei due la squadra perde qualcosa.

Dieci punti da recuperare in 23 giornate sono un’enormità per la Juventus se alla ripresa del campionato non cambia qualcosa, anzi, tanto. Ad Allegri sono mancati i pezzi migliori, da Chiesa a Pogba, da Di Maria a Vlahovic: se recuperano salute e condizione, la Juve fa un salto in avanti. Ma quello che preoccupa Max è anche l’effetto-Qatar: la Juve ne ha mandati 11 al Mondiale, più di tutti gli altri club di Serie A. Come li ritroverà il 4 gennaio? L’Inter di punti da recuperare sul Napoli ne ha uno in più della Juve, però quando ricominceremo si giocherà proprio Inter-Napoli a San Siro. Per quella data, Inzaghi deve aver messo a punto la squadra. Come Pioli, anche lui spera che il Belgio gli restituisca il vero Lukaku, sarebbe un grande acquisto. Il resto della squadra è già a posto, anche perché a gennaio riavrà completamente Brozovic e a centrocampo potrà ruotare Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan.

Di cosa abbia bisogno la Lazio è fin troppo evidente. Anzi, lo era già in estate quando alcuni osservatori facevano notare l’assenza di un centravanti di riserva. Quando Immobile si è infortunato, il problema è affiorato in tutto il suo clamore. Sarri in estate aveva provato a convertire in quella posizione il giovane Cancellieri, che poi alla resa dei conti è stato utilizzato in campionato nel suo vero ruolo, esterno. Suona strano ricordare che l’ex centravanti di riserva della Lazio, il kosovaro Muriqi, in questa stagione ha segnato 8 gol in 12 partite nella Liga col Maiorca. E poi se la Lazio prende un terzino sinistro come Parisi, appena convocato in Nazionale, risolve un altro problema.

La Roma dopo l’attacco violento di Mourinho a Karsdorp avrà bisogno di un altro esterno destro, ma la possibilità di un rilancio giallorosso sta nel pieno recupero di Dybala (solita domanda: come tornerà dal Qatar?) e di Wijnaldum. Mou ha anche un problema simile a quello di Italiano: il suo centravanti, Tammy Abraham, sta deludendo dopo il fuoco e fiamme della stagione scorsa. In realtà Italiano ne ha due di centravanti che stanno deludendo, Cabral e Jovic. Il dopo-Vlahovic continua ad essere complicato. In più c’è il caso-Gonzalez: cederlo o no? Firenze si è già spaccata.

Lazio, tre spagnole seguono Luis Alberto
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