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Mercato, all’estero conviene

Leggi il commento al nuovo modo di concludere operazioni in entrata e in uscita
Alessandro F. Giudice
Alessandro F. Giudice

4 min

Pubblicato il 14.07.2025, 08:51

In tempi di calciomercato tornano alla ribalta questioni legate ai sistemi di pagamento, spesso ignorate dai tifosi, ma capaci di condizionare la programmazione delle campagne acquisti. La circostanza che ha rallentato l’affare Osimhen tra Napoli e Galatasaray pare essere stata la questione delle garanzie richieste dal club partenopeo. Nel circuito del calcio sono ormai prassi i regolamenti rateali, di solito pluriennali, delle operazioni: non si tratta, come molti credono, di “avere i soldi” o di non averli, ma di una pratica normale di pianificazione della tesoreria aziendale, comune a tutti i settori industriali. Peraltro, incassare a rate il corrispettivo di una cessione non è troppo penalizzante, perché il sistema finanziario ruotante attorno al pallone è assai più sofisticato che in passato. La presenza di banche attive nello sconto dei crediti derivanti da operazioni di calciomercato rappresenta un fattore che ha dato liquidità al sistema, anche in Italia, dove istituti come Banca Sistema o Banca Ifis sono specializzate nel factoring, cioè nell’anticipo dei crediti ai club.

Il venditore porta il credito allo sconto ricevendo subito l’importo della cessione al netto di interessi e commissioni. La differenza tra vendere cash e a rate consiste solo nella presenza di questi costi, tutto sommato marginali (dato il livello contenuto dei tassi di interesse oggi sul mercato) se si considera il beneficio. Nel calciomercato esiste tuttavia un binario differente tra operazioni domestiche e internazionali, perché nelle leghe professionistiche italiane (A, B e C) opera la cosiddetta “camera di compensazione” che non esiste all’estero, dove la Fifa l’ha istituita solo per facilitare i corrispettivi per la formazione dei giovani calciatori. In pratica, i trasferimenti tra società italiane non vengono regolati direttamente tra i club, ma attraverso l’interposizione della Lega, compensando posizioni creditorie e debitorie. Un club con un saldo di mercato attivo ha, in stanza di compensazione, una posizione creditoria e potrà acquistare liberamente; uno con saldo passivo (perché ha già comprato più di quanto abbia venduto) potrà fare acquisti solo dietro presentazione di garanzie – cioè fideiussioni – bancarie. Questo sistema, che consente di rendere sicure le transazioni, ha fatto sì che nessun dissesto di un club italiano abbia causato effetti domino.

All’estero, dove tale meccanismo non esiste, si concedono dilazioni di pagamento in base a rapporti fiduciari, come avviene tra clienti e fornitori in tutti i settori industriali dove però, normalmente, dilazioni pluriennali non sono usuali. La richiesta di fideiussioni del Napoli al Galatasaray, a garanzia dell’operazione Osimhen, non sarebbe quindi rituale se non fosse che il pagamento della clausola rescissoria è l’unico caso in cui non è prevista la rateizzazione ma il pagamento deve essere contestuale. Ovviamente, per il Napoli, non è conveniente esporsi a un rischio creditizio così elevato. In tutti gli altri casi, la presenza di un doppio binario tra operazioni domestiche, in cui va prestata la fideiussione per garantire i saldi verso la camera di compensazione, e internazionali, per le quali non sono prassi le garanzie bancarie, prospetta svantaggi, secondo alcuni, per le proprietà straniere che avrebbero maggiori difficoltà a ottenere le garanzie bancarie se non sono affidate dal sistema creditizio italiano. Non è il caso delle big, che hanno preferito spesso acquistare giocatori dall’estero semplicemente perché il mercato internazionale offre occasioni migliori. Potrebbe essere un elemento di frizione, ma il beneficio che la stanza di compensazione offre alla salute finanziaria del calcio vale il costo.

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