Calciomercato salvezza, dalla rivoluzione Fiorentina agli esami Genoa e Cagliari: tutte le trattative della zona bassa della classifica di Serie A

Tanti i cambiamenti previsti con la sessione invernale: gli affari squadra per squadra
Alberto Polverosi

Probabile rivoluzione a Firenze, iniziando da un ribaltone della difesa. Dal Cagliari al Pisa: previsti dei rinnovamenti ma senza stravolgere le squadre attuali che lottano per la salvezza in Serie A. A Pisacane mediani ed esterni, Pellegrino ha bisogno di un partner, la priorità di Corvino è sfoltire la rosa, a Gilardino occorre un rinforzo in attacco, il Sassuolo deve evitare le partenze mentre il Genoa di De Rossi è sotto esame. Scopriamo punto per punto le prossime mosse di calciomercato dei club.

LA CLASSIFICA COMPLETA DI SERIE A

Cagliari, 18 punti

Per certi versi, il Cagliari è una rarità nella zona bassa della classifica. A parte la continuità di rendimento che l’ha portato al quattordicesimo posto con 18 punti in 17 partite (se la media restasse questa raggiungerebbe la salvezza con due o tre giornate d’anticipo), ha una considerevole forza in attacco, decisamente superiore a quella di tutte le sue rivali. Con diciannove gol, tanto per dare un’idea solo uno in meno della Roma che è quarta, è il decimo attacco del campionato. La caratteristica è che non ha un cannoniere vero, ma sono tanti, ben undici, i cagliaritani che hanno messo il loro nome sul tabellino dei marcatori: è il segnale più chiaro di un collettivo che funziona. Non solo, con la crescita del turco Kiliçsoi, davanti il Cagliari può stare tranquillo, nonostante l’assenza di Belotti, il cui rientro è previsto nel finale della stagione. Le necessità di Pisacane sono in altri reparti, a centrocampo e sugli esterni. È chiaro che servirà qualche cessione per poter mettere le mani sui giocatori utili al potenziamento dell’organico, ma la serenità che trasmette oggi la classifica sarà d’aiuto alla dirigenza del club sardo. 

Parma, 17 punti

Come al Lecce, come al Pisa, come tutte le squadre che hanno nella salvezza l’obiettivo principale, anche al Parma manca qualcosa in attacco. E questo nonostante Cuesta si ritrovi con uno dei più interessanti centravanti della Serie A. In fondo alla classifica e fra gli attaccanti, Mateo Pellegrino insieme al fiorentino Kean e al veronese Orban è il miglior marcatore con 4 gol. Questo significa che l’argentino, da solo, ha segnato quasi la metà delle reti di tutto il Parma (11). Ha bisogno di un partner di livello, questo ragazzone è capace di battersi da solo anche in mezzo alle difese più rocciose, ma pure uno della sua stazza va sostenuto. Cuesta punta il gioco sulle ali che però in questa stagione hanno fatto poco, appena un gol Benedyczak, zero Ondrejka e Almqvist. E’ sugli esterni che il Parma deve migliorare. La società è alla ricerca anche di un terzino di fascia destra, il nome di Birindelli riscuote molti consensi. Con 17 punti in sedici giornate, e con cinque di vantaggio sulla zona-retrocessione (Verona, terz’ultimo), il club emiliano può gestire con una certa serenità le operazioni di questo mercato, ma qualcosa di più e di meglio deve fare, anche in mezzo al campo, per dare un aiuto a Keita e a Bernabè. 


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Lecce, 16 punti

Via Dorgu (a gennaio dell’anno scorso), via Krstovic, via Baschirotto e si riparte. È la linea del Lecce, un club che si alimenta con le cessioni delle scoperte di Pantaleo Corvino. Ogni anno è una scommessa, è vero, però con Corvino lo è un po’ meno. Oggi la squadra allenata da Di Francesco è fuori dalla zona-retrocessione, 16 punti in 16 giornate (deve recuperare la partita di San Siro contro l’Inter) è la media perfetta per la salvezza. E’ a +4 sulla terz’ultima, il Verona. Questo vantaggio, per ora piuttosto consistente, spingerà il club salentino a sfoltire un po’ l’organico. A centrocampo ha giocatori come Pierret (3 presenze), Marchwinski (0), Maleh (4), Helgason (4) e Rafia (0), le scelte di Di Francesco per ora sono andate in altre direzioni. Una volta portate a termine queste cessioni, il Lecce penserà a rinforzare l’attacco. È il problema di sempre, il problema di tutti, ma 11 gol segnati, ultimo attacco della Serie A insieme a quello del Parma, sono pochi anche per chi punta alla salvezza. È vero che l’anno scorso, dopo 16 partite, la squadra aveva segnato addirittura un gol in meno di oggi, ma la presenza di Krstovic con le sue 4 reti era comunque una bella garanzia. 

Pisa, 11 punti

Due toscane in Serie A, una ultima, l’altra penultima. Ma se l’ultima, la Fiorentina, non ha una sola giustificazione per il posto che occupa, la penultima, il Pisa, sì. Gilardino sta facendo un lavoro notevole, ha creato una squadra senza grandi giocatori, una squadra vera che finora, nonostante le otto sconfitte, non è mai stata sottomessa da nessun avversario sul piano del gioco. Però per salvarsi tutto questo non basta. Ci vuole di più, ci vogliono giocatori di livello tecnico superiore a quelli che Gilardino allena ogni giorno, soprattutto in attacco. Il Pisa ha segnato 12 gol, solo Parma e Lecce ne hanno fatti di meno (uno...). Ha due centravanti di ruolo, Meister e Nzola, il danese è andato a segno per la prima volta a Reggio Emilia contro il Sassuolo, sua unica rete in 879 minuti, l’angolano ha fatto un po’ meglio, ma sono comunque tre gol in quasi mille minuti. È in quel settore che il club nerazzurro deve puntare la sua ricerca invernale. A inizio febbraio Gilardino dovrebbe avere di nuovo a disposizione Calvin Stengs, ala destra, pochi minuti nelle prime due partite e poi una lunga assenza per un problema agli adduttori. Sarà come un altro acquisto e magari qualche gol potrà arrivare da lui. 

Fiorentina, 9 punti

Non c’è niente di più facile che rinforzare la Fiorentina, ultima in classifica con 9 punti in 17 partite. Ma al tempo stesso, e non è un paradosso, nemmeno c’è niente di più difficile. Venti giocatori in rosa, nessuno ha raggiunto un rendimento sufficiente, per cui il nuovo dirigente viola, Fabio Paratici, dovrà tentare il grande ribaltone. Come aveva detto Vanoli qualche settimana fa, "a gennaio vedremo chi ha voglia di lottare e chi no". Prima della fine di questo mercato, la Fiorentina giocherà contro Cremonese, Lazio, Milan, Bologna, Cagliari e Napoli, è chiaro che la rivoluzione dell’organico (stile Verona) va portata a termine in pochi giorni. Serve di tutto alla Fiorentina, a cominciare da un paio di difensori dalla marcatura feroce, tipo Baschirotto per fare un esempio. Là dietro prendono gol in continuazione e spesso in modo incredibile, con troppa superficialità. Rinforzi di spessore anche in mezzo al campo, dove Fagioli sembra finalmente ritrovato, ma al suo fianco mancano dei mastini, gente alla Felipe Melo per intendersi. E poi davanti c’è il grande doppio enigma: la versione attuale di Gudmundsson e Kean non aiuta la squadra, ma sostituirli è un bel rischio. 


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Dal Como al Genoa e tutte le altre

Come si fa a rinforzare il Como? È un compito davvero troppo difficile. Fabregas ha tutto e anche qualcosa in più. Ha un portiere scelto per i piedi, un difensore centrale, Ramon, che arriva dal Real Madrid, ha terzini che fanno le ali, centrocampisti di alto livello tecnico come Da Cunha, Caqueret e Perrone, ha esterni che ti fulminano, ha centravanti che lasciano il segno. Toccare una macchina del genere potrebbe essere un errore. Il Como è un piacere per gli occhi di chi ama il calcio, ma sul mercato di gennaio, dopo il massiccio investimento su quello estivo, limiterà le operazioni.

Lo stesso si può dire del Sassuolo che, come neo promossa, sta facendo un campionato eccellente. Fra due o tre partite Grosso riavrà anche Berardi, ma il suo sostituto, Volpato, non lo ha fatto rimpiangere, ne sa qualcosa la Fiorentina. La posizione in classifica (è nono, accanto ad Atalanta e Udinese) trasmette tranquillità alla dirigenza emiliana. L’obiettivo di gennaio del Sassuolo non è acquistare, ma conservare l’organico attuale senza cedere ad eventuali richieste, come sta succedendo per Muharemovic, inseguito dalla Premier.

Siamo invece in perenne attesa di capire cosa vuol fare da grande il Torino. Sta sempre lì, a vivacchiare, senza slanci, senza obiettivi concreti, sembra che Cairo abbia comprato un appartamento a metà classifica e lì dimori la sua squadra, mai più su, mai più giù. Squadra che invece avrebbe bisogno di giocatori di maggior talento, più vicini alla tecnica di Vlasic, non solo corridori. Dal Toro ci si aspetta sempre qualcosa di più, ma spesso si resta delusi. Ventidue punti, diciotto gol segnati e soprattutto ventotto subiti, ovvero la peggior difesa del campionato insieme a Udinese e Fiorentina. Al di là della qualità che manca, il reparto in cui intervenire sarebbe abbastanza chiaro.

Come a Lecce, anche a Udine la necessità è quella di sfoltire un po’ la rosa. Non ci sono esigenze particolari, l’obiettivo del club friulano è sempre lo stesso, garantire la Serie A anno dopo anno e, risultati alla mano, è un traguardo sempre centrato. A Cremona il lavoro di Nicola, insieme agli acquisti estivi, ha portato la squadra neopromossa in una posizione di piena tranquillità. Sarebbe comunque utile aumentare e arricchire il reparto difensivo, anche se i gol subiti (20) non sono tanti. Si parla di Marianucci che da Empoli a Napoli, da una squadra retrocessa in B alla squadra campione d’Italia, ha fatto un salto troppo lungo: Cremona potrebbe essere la piazza giusta per ripartire.

Dal Verona non sai mai cosa aspettarti. Con Sogliano a gennaio si può ribaltare la squadra in un amen, anche se va detto che negli ultimi tempi l’Hellas ha dato segnali incoraggianti nonostante la terz’ultima posizione. Intanto sta per arrivare un altro portiere, giovanissimo, classe 2007, Arthur Borghi, preso dal Corinthians, la ex squadra di Giovane. Servirà poi una riserva di Belghali sulla fascia, ma Zanetti è pronto ad accogliere e gestire un’altra sfornata di nuovi acquisti.

Chi dovrà lavorare forte da oggi fino a fine mese è il Genoa. I gol presi all’Olimpico sono stati spaventosi, con la difesa imbambolata. De Rossi sta cercando centrocampisti di spessore, si parla di Mandragora (5 gol finora, capocannoniere della Fiorentina) e di Pisilli, ma è dietro che avrebbe bisogno di difensori pronti, da combattimento. 
 


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Probabile rivoluzione a Firenze, iniziando da un ribaltone della difesa. Dal Cagliari al Pisa: previsti dei rinnovamenti ma senza stravolgere le squadre attuali che lottano per la salvezza in Serie A. A Pisacane mediani ed esterni, Pellegrino ha bisogno di un partner, la priorità di Corvino è sfoltire la rosa, a Gilardino occorre un rinforzo in attacco, il Sassuolo deve evitare le partenze mentre il Genoa di De Rossi è sotto esame. Scopriamo punto per punto le prossime mosse di calciomercato dei club.

LA CLASSIFICA COMPLETA DI SERIE A

Cagliari, 18 punti

Per certi versi, il Cagliari è una rarità nella zona bassa della classifica. A parte la continuità di rendimento che l’ha portato al quattordicesimo posto con 18 punti in 17 partite (se la media restasse questa raggiungerebbe la salvezza con due o tre giornate d’anticipo), ha una considerevole forza in attacco, decisamente superiore a quella di tutte le sue rivali. Con diciannove gol, tanto per dare un’idea solo uno in meno della Roma che è quarta, è il decimo attacco del campionato. La caratteristica è che non ha un cannoniere vero, ma sono tanti, ben undici, i cagliaritani che hanno messo il loro nome sul tabellino dei marcatori: è il segnale più chiaro di un collettivo che funziona. Non solo, con la crescita del turco Kiliçsoi, davanti il Cagliari può stare tranquillo, nonostante l’assenza di Belotti, il cui rientro è previsto nel finale della stagione. Le necessità di Pisacane sono in altri reparti, a centrocampo e sugli esterni. È chiaro che servirà qualche cessione per poter mettere le mani sui giocatori utili al potenziamento dell’organico, ma la serenità che trasmette oggi la classifica sarà d’aiuto alla dirigenza del club sardo. 

Parma, 17 punti

Come al Lecce, come al Pisa, come tutte le squadre che hanno nella salvezza l’obiettivo principale, anche al Parma manca qualcosa in attacco. E questo nonostante Cuesta si ritrovi con uno dei più interessanti centravanti della Serie A. In fondo alla classifica e fra gli attaccanti, Mateo Pellegrino insieme al fiorentino Kean e al veronese Orban è il miglior marcatore con 4 gol. Questo significa che l’argentino, da solo, ha segnato quasi la metà delle reti di tutto il Parma (11). Ha bisogno di un partner di livello, questo ragazzone è capace di battersi da solo anche in mezzo alle difese più rocciose, ma pure uno della sua stazza va sostenuto. Cuesta punta il gioco sulle ali che però in questa stagione hanno fatto poco, appena un gol Benedyczak, zero Ondrejka e Almqvist. E’ sugli esterni che il Parma deve migliorare. La società è alla ricerca anche di un terzino di fascia destra, il nome di Birindelli riscuote molti consensi. Con 17 punti in sedici giornate, e con cinque di vantaggio sulla zona-retrocessione (Verona, terz’ultimo), il club emiliano può gestire con una certa serenità le operazioni di questo mercato, ma qualcosa di più e di meglio deve fare, anche in mezzo al campo, per dare un aiuto a Keita e a Bernabè. 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato
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Calciomercato salvezza, dalla rivoluzione Fiorentina agli esami Genoa e Cagliari: tutte le trattative della zona bassa della classifica di Serie A
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Lecce, 16 punti
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Dal Como al Genoa e tutte le altre