Juve, vertice Vlahovic: spiraglio aperto per il contratto
Uno spiraglio per Vlahovic, l’incontro con Spalletti per discutere un progetto biennale, l’annuncio del rinnovo di McKennie sino al 2030 previsto a inizio settimana, subito dopo la trasferta di Roma, delicatissima in chiave campionato. Due obiettivi su tre sfumati e il quarto posto a rischio. La Champions ora è da riconquistare, ma la Juve è entrata nel futuro già da un paio di mesi, partendo dal mercato invernale, per quanto misuratissimo, quando ha cominciato a impostare ogni ragionamento relativo al futuro. Il contratto di Yildiz come prologo, anzi primo atto, di un’agenda dirigenziale che rispetterà le indicazioni e le tempistiche previste alla Continassa.
Le conferme
Puntuale e strategico l’intervento tv di Chiellini nella notte dello Stadium tra emozioni e rimpianti per l’impresa eroica mancata di un soffio con il Gala. La conferenza stampa notturna dell’ex ct dell’Italia, esausto e deluso dopo una battaglia di nervi durata 120 minuti, si sarebbe indirizzata sui rischi collegati al confronto con la Roma e sul suo contratto in scadenza. Chiello ha subito allontanato qualsiasi dubbio. «Siamo dentro un percorso di crescita e da questa partita ne usciamo rafforzati. Ne abbiamo sbagliate solo una e mezza (Como e il secondo tempo di Istanbul, ndi) con Spalletti. Il suo futuro non è mai stato in discussione, è una priorità, ma stavamo guardando i rinnovi e ora avremo alcune settimane libere, dunque più tempo, per metterci a sedere, convidivere i piani futuri e formalizzare». Più chiaro di così non poteva essere. Un altro passaggio significativo è stato dedicato a Vlahovic, di nuovo in campo con il gruppo dalla prossima settimana. Il suo rientro, dopo tre mesi di stop, si avvicina. «C’è grande stima, il suo amore per la Juve si vede. Dusan sarà un valore aggiunto per il rush finale, troveremo il tempo e il modo per capire quello che potrebbe essere il futuro insieme». Ecco la novità, non troppo a sorpresa.
Lo spiraglio
Riassumendo l’agenda dirigenziale: dopo Yildiz, la Juve ha appena trovato l’intesa con McKennie, all’inizio della prossima settimana verrà ufficializzato il rinnovo dell’americano sino al 2030. Era in scadenza e non si poteva perdere un jolly considerato indispensabile da Spalletti. La società ha pianificato anche un incontro con Vlahovic. Prudenza, ma è stato aperto uno spiraglio. Lucio, prima dell’infortunio, lo aveva rivitalizzato e rimesso al centro dell’attacco. Lui e la Juve ci punterebbero per il futuro, ovviamente se disponibile a firmare su basi economiche differenti rispetto al passato. Dusan, per serietà e senso di appartenenza, ha colpito tutti a Torino dopo l’estate. Il club bianconero vuole capire sino a che punto si può trattare, se non ha preso altri impegni, se si sta guardando intorno (Barcellona e Milan si erano informate, anche alcuni club della Premier sembravano interessati), se ha voglia di legarsi di nuovo alla Juve senza superare determinate cifre, diciamo la soglia dei 7 milioni, ingaggio top in rosa a cui si è avvicinato Yildiz. Anche per Vlahovic, con la fiducia di Spalletti, potrebbero essere cambiati gli scenari.
Il progetto
Siamo al dentro o fuori ed è ovvio che il centravanti possa determinare il nuovo progetto. La Juve intende sedersi al tavolo con Spalletti sapendo su chi può contare. Della squadra, società e tecnico parlano da metà gennaio. Lucio non pensa al contratto, altrimenti non avrebbe accettato di entrare in corsa, ma vuole allenare con logica. Dunque costruendo una rosa da 4-2-3-1 con i doppioni per ogni posizione, la stessa strategia ha ispirato gli acquisti di Holm e Boga a gennaio. Yildiz e Kalulu non avevano un’alternativa. Promossi, bocciati, i nomi in bilico, le caselle da rinforzare: va condiviso un piano. Comolli conosce i conti, con o senza Champions. La Juve a marzo entra nel futuro.
