Jovic, talento e indisciplina: alla Fiorentina può tornare a brillare

Le ultime tre stagioni dell'attaccante serbo sono state caratterizzate da infortuni, comportamenti non irreprensibili e dalla presenza di Benzema. In viola potrebbe ritrovare protagonismo e fiducia
Jovic, talento e indisciplina: alla Fiorentina può tornare a brillare© EPA
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Davide Palliggiano
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La voglia di rilanciarsi dopo tre anni nell’ombra. Il ruolo di vice Benzema che gli sta stretto, ma se non altro è risaputo che fine abbiano fatto tutti quelli che negli anni hanno provato a togliere il posto al fuoriclasse francese. Luka Jovic cerca una vetrina che lo faccia brillare come nella sua prima esperienza a Francoforte. È disposto a lasciare Madrid e il Real, ma solo per una squadra che gli garantisca il posto da titolare. Che può essere la Fiorentina.

Gli ultimi tre anni tra le difficoltà

Nell’estate del 2019 era arrivato in pompa magna al Real per 60 milioni di euro dall’Eintracht, ma un infortunio, l’indiscutibile titolarità di Benzema e lo scoppio della pandemia ne hanno condizionato la stagione. Durante la prima ondata, volò in Serbia - a quanto pare senza l’autorizzazione della società -, per il compleanno della fidanzata Sofija Milosevic (ex di Adem Ljajic) dalla quale ha avuto anche un figlio. A Belgrado, violò poi la quarantena imposta dalle autorità serbe per andare in farmacia e fu denunciato. Al ritorno in Spagna, gli riscontrarono una lesione al calcagno. Insomma, un calvario che terminò con la vittoria della Liga ma con sole 7 partite da titolare in tutte le competizioni e la miseria di 2 gol. L’anno successivo, solo 2 presenze da titolare nel Real e poi la cessione in prestito all’Eintracht, dove gli spagnoli pensavano potesse ritrovare lo smalto dei vecchi tempi. Un inizio positivo (3 gol in 3 partite), poi il declino e una mezza stagione chiusa con sole 4 reti in 9 partite da titolare. Il ritorno a Madrid, nell’ultima ‘temporada’, non è andato meglio: 19 presenze e un solo gol datato ormai 4 dicembre 2021 contro la Real Sociedad. A questo si aggiungono un paio di infortuni, la positività al Covid (una ricaduta) e le pochissime opportunità di mettersi in mostra. Con Zidane aveva ammesso di aver avuto problemi di lingua ("Zizou non parla inglese e io non parlo bene lo spagnolo" aveva detto), con Ancelotti non ce ne sono stati, ma la straordinaria stagione di Benzema. ha condizionato inevitabilmente le sue possibilità di mettersi in mostra. L’Italia può dargli quella spinta per tornare a essere l’attaccante che tutta Europa ha ammirato nella stagione 2018/2019. Ama il nostro Paese, così come la sua compagna, che ne ha già potuto ammirare le bellezze e lo stile di vita durante la relazione con Ljajic. I due, nel 2020, sono stati in vacanza a Roma e a Capri. Non a Firenze, dove Luka potrebbe ritrovare il sorriso perso a Madrid.

L'importanza di suo padre Milan

L’idolo di Jovic è l’ex attaccante di Atletico Madrid e Chelsea, Radamel Falcao, a cui si è sempre ispirato. È figlio di un calciatore: il papà, Milan, è stato un modesto centrocampista che ha vestito anche le maglie dello Spartak Mosca e Partizan Belgrado. Dopo il ritiro, ha dedicato tutta la sua vita alla carriera del figlio, non senza difficoltà economiche: "Una volta Luka giocò due partite in un solo fine settimana e non potevamo tornare al nostro paese (Batar, in Bosnia). Abbiamo quindi parcheggiato l’auto accanto all’ingresso dello stadio e con alcune coperte e dei cuscini abbiamo dormito sui sedili posteriori". A 18 anni, quando in Serbia si parlava già di lui come futuro talento della Stella Rossa, il padre fu vittima di un tentativo di ricatto. "Gli rompiamo le gambe e tuo figlio potrà giocare solo su una sedia a rotelle" gli dissero, chiedendo soldi. I ricattatori sono stati poi arrestati e la carriera di Luka è andata avanti, ma non senza problemi. A 24 anni, con tre figli (due dalla ex compagna) e 4 maglie diverse, ora cerca tranquillità e una società che gli possa dare fiducia.

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