Niente Gudmundsson alla Fiorentina: arrivo mancato e delusione

Il mercato viola si chiude con due sole operazioni (Belotti e Faraoni): manca l’esterno   chiesto da Italiano per colmare il gap
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Francesco Gensini

FIRENZE - Niente Gudmundsson. Alla fine la Fiorentina chiude con Belotti accanto a Faraoni, ma non l’esterno d’attacco che Vincenzo Italiano aveva chiesto per integrare mancanze e partenze. L’islandese del Genoa, tra l’altro, era diventato il grande obiettivo viola degli ultimi giorni dopo rimbalzi voluti e dovuti qua e là: i tifosi viola ci avevano fatto la bocca (e difatti non mancano le critiche sui social), il tecnico probabilmente anche. 

Fiorentina-Gudmundsson, distanza non colmata

Di sicuro a quello che si sa e ai contatti diretti e indiretti avuti, gli uomini di Commisso ci hanno provato. Arrivando, sempre nel gioco delle parti raccontato, ad offrire venti milioni più bonus per una cifra totale non lontana da venticinque, però di fatto scontrandosi sempre con il muro del Genoa composto da trenta milioni fissi e in unica tranche, più bonus per arrivare a trentacinque. Distanza tra domanda e offerta era e tale è rimasta: così come Gudmundsson è rimasto a Genova, mentre ironia della sorte da ieri è proprio a Firenze per preparare la partita contro l’Empoli insieme ai compagni al centro tecnico federale di Coverciano. Belotti con Faraoni è il mercato in entrata del club viola e non ha preso forma in extremis nemmeno Largie Ramazani dell’Almeria che poteva essere l’ultimo rinforzo, non in alternativa a Gudmundsson per ruoli differenti dei due, ma per soddisfare l’esigenza di un esterno offensivo espressa a suo tempo da Italiano.

Belotti entusiasta

«Il ragazzo - ha dichiarato l’allenatore viola riferendosi a Belotti nella presentazione della partita fatta al sito della società - è molto carico e felice di essere a Firenze, sono convinto che ci darà una grande mano. Intanto ha qualità e caratteristiche di gioco che ci possono tornare utili, ma più di tutto vale l’entusiasmo che ha subito dimostrato. È un professionista serio, abituato ad allenarsi con impegno e si è notato immediatamente». Mercato archiviato con due innesti, dunque, e l’incombere dell’impegno di Lecce per l’anticipo al venerdì ha subito consigliato ovviamente di spostare attenzione, concentrazione e tutto il resto solo verso i giallorossi di D’Aversa. La Fiorentina non ha ancora vinto nei tempi “regolamentari” in questo 2024 e in campionato ha raccolto appeno un punto in tre partite: basta e avanza per mettere definitivamente il mercato in un angolo e pensare finalmente al calcio giocato.

Nico Gonzalez ci prova

«Stiamo bene - ha aggiunto Italiano - e abbiamo cercato di preparare questa trasferta nel modo giusto, sapendo che ci aspetta un impegno complicato contro un Lecce che in casa sa andare forte: ma noi dobbiamo disputare una grande gara, così da muovere la classifica che in questo girone di ritorno ci vede un po’ fermi. Rispetto all’andata sarà tutta un’altra cosa, però la cosa che serve più delle altre è la continuità, utile per rimanere appunto nelle zone alte della classifica». Italiano stasera non avrà Arthur (affaticamento ai flessori della coscia: il brasiliano stava stringendo i denti da tempo) che va ad aggiungersi (in campo) allo squalificato Ikoné. Messi insieme uomini e logica, e non spostando l’obiettivo dal 4-2-3-1 anche in questo caso per affidarsi al modulo meglio conosciuto, potrebbe venire fuori questa Fiorentina anti-Lecce: Kayode, Milenkovic, Ranieri e Biraghi a protezione di Terracciano; Maxime Lopez in regìa con Duncan accanto; Bonaventura dietro Beltran, Nico Gonzalez e Sottil sulle fasce. Ma i due esterni ovviamente non sono al meglio e il dubbio rimane.


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