Grosso e Fiorentina, c'è l'accordo: ora tocca al Sassuolo
Avanti di un altro passo, ma avanti. Per l’allenatore nuovo che dicono sia sicuro da un mese e adesso si sta davvero avvicinando al Viola Park, dove si è andati avanti anche ieri per sistemare le questioni interne, aspettando nel frattempo il via libera del Sassuolo per Grosso: serve il benestare della famiglia Squinzi a Carnevali. Che poi lo comunicherà alla Fiorentina. Per Fabio Grosso, oggi, più probabilmente domani. Intanto, vediamo se martedì saprà aggiungere qualcosa a quello che lunedì ha garantito e che essenzialmente riguarda l’accordo sullo staff al fianco del tecnico romano nella sua esperienza due+uno a Firenze (contratto fino al 2028 da 1,2 milioni a stagione con opzione di rinnovo per il terzo). Raffaele Longo (il vice), i collaboratori tecnici Mauro Caretta e Giuseppe Foti, il preparatore dei portieri Marco Bizzarri, i preparatori atletici Vittorio Carello e Francesco Vaccariello: questi sono stati gli uomini di Grosso a Sassuolo e tra la Fiorentina e l’allenatore si è giunti al punto d’incontro su chi e come lo seguirà al Viola Park, nel giusto compromesso tra domanda ed offerta. Non era poco, è stato fatto.
Grosso alla Fiorentina: manca la rescissione con il Sassuolo
Ora manca la rescissione tra il Sassuolo e lo stesso Grosso annullando l’anno ancora di accordo, e questo aspetto è più legato alla naturale esigenza del club emiliano di trovare un sostituto, ma sono state già date ampie garanzie al diretto interessato che ciò avverrà senza penali o contropartite sotto forma di calciatori: il mercato tra le due società, se ci sarà per Volpato tanto per fare un nome non alla rinfusa, correrà su vie parallele. Quindi, rimane un'ultima e comunque non banale condizione: il via libera della famiglia Squinzi a Carnevali per dare a sua volta il via libera all’artefice in neroverde della promozione in Serie A e del campionato tranquillo e con soddisfazioni annesse appena concluso.
Paratici e Ferrari negli Stati Uniti: il viaggio dalla famiglia Commisso
Oggi? Ci sta. Domani? Più probabile. Forse era stata fatta troppo semplice o forse non era nemmeno così tracciata la strada, oppure magari ormai “funziona” così al variare dei dirigenti e degli allenatori, e basta ricordarsi quanto c’è voluto per trovare l’accordo con Italiano nel 2021 dopo il dietrofront clamoroso di e con Gattuso annunciato e mai ufficializzato nel giro di una ventina di giorni, o un’estate fa con Pioli per questa o quella ragione legata al rapporto con l'Al Nassr dopo le dimissioni improvvise di Palladino, ma di certo la Fiorentina aveva un vantaggio (salva da oltre tre settimane) nei tempi e nella realizzazione dei programmi che non ha sfruttato. Niente di che quello e niente di che ora, visto e considerato che siamo appena al 2 giugno (buon compleanno Repubblica Italiana), però insomma tutto faceva comodo. Fino a ieri, quando telefonate, contatti e messaggi hanno dato vita alla classica giornata che sposta da oggi in poi le novità concrete dentro una situazione delineata: sempre ricordando i due biglietti di lunedì con destinazione Stati Uniti per il direttore generale Ferrari e il direttore sportivo Paratici, viaggio fissato per parlare e confrontarsi di persona sui piani estivi (budget in primis) con la famiglia Commisso. Ed è chiaro che ci andranno con Fabio Grosso ufficiale sulla panchina viola.