Mercato Inter, il giugno super di Marotta: gli obiettivi e le cessioni

Non è in discussione solo l'indubbio valore dei cinque giocatori già presi ma anche la tempistica con la quale questi colpi sono stati perfezionati: i nerazzurri puntano così alla seconda stella
Mercato Inter, il giugno super di Marotta: gli obiettivi e le cessioni© Inter via Getty Images
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Andrea Ramazzotti

MILANO - Un mercato così all'Inter fanno fatica a ricordarlo anche i tifosi con più memoria. Attenzione, qui non è in discussione solo l'indubbio valore dei cinque giocatori già presi, Onana, Mkhitaryan, Asllani, Bellanova e Lukaku, ma anche la tempistica con la quale questi colpi sono stati perfezionati ovvero prima che la campagna trasferimenti iniziasse ufficialmente (venerdì). Non si tratta di un "particolare secondario" anche se a qualcuno tale potrebbe sembrare. In una stagione che inizierà il 13 agosto e che prima della fine del mercato proporrà quattro turni di campionato, lavorare dall'inizio con quasi tutta la rosa al completo è un bel vantaggio. Un dirigente del valore di Beppe Marotta questo lo sa e non a caso il 10 giugno aveva spiegato: «Entro fine mese vogliamo dare a Inzaghi la rosa al completo». In pochi gli credevano e invece, anche se proprio al completo non sarà, dal 6 luglio alla Pinetina il tecnico di Piacenza lavorerà con tanti elementi ai quali se ne aggiungeranno altri quando torneranno i reduci dagli impegni con le nazionali di giugno. Può ringraziare il suo ad, il ds Ausilio e il vice ds Baccin che in questo caldo mese di giugno si sono messi alle spalle la delusione per lo scudetto sfumato all'ultima giornata e hanno "macinato" telefonate e idee con ancora più lucidità e determinazione. Spendendo il giusto, ha preso due parametri zero (Onana e Mkhitaryan), il vice Brozovic (Asllani), un esterno di gamba (Bellanova) più il colpo... del secolo Lukaku, sbarcato in prestito dal Chelsea (8 milioni più 5 di bonus) dopo averlo venduto 11 mesi prima a 115 milioni proprio ai Blues

Sfoghi Conte e Spalletti

Riavvolgiamo il nastro e ripensiamo a cosa è successo con gli ultimi due inquilini della panchina nerazzurra. Il 7 luglio 2017 Spalletti da Riscone di Brunico tuonava: «A me sono state promesse delle cose. Se non verranno mantenute, vengo qui e lo dico. Qualche giocatore che integri la rosa serve». Due anni più tardi, il 19 luglio 2019, la scena si è ripetuta a Singapore, ma con Conte nelle vesti di "accusatore": «Mi aspettavo fossimo più avanti nel mercato. Abbiamo la necessità di snellire e creare un gruppo». Difficile che Inzaghi pronunci le stesse parole quando, tra qualche giorno, farà la prima conferenza stampa ufficiale della stagione. Intendiamoci, anche lui ha avuto bisogno di andare in pressing su Zhang per ottenere il via libera allo sbarco di Lukaku, ma il presidente, dentro di sé, aveva un grande desiderio di regalare il belga ai suoi tifosi e nel complesso la missione dell'ex allenatore della Lazio non è stata... impossibile. Simone è uno dei tecnici italiani che sta vivendo con maggiore serenità queste vacanze e il merito è della sua dirigenza, che gli ha già fatto rinnovare il contratto fino al 2024, aumentandogli la parte fissa dello stipendio fino a quasi 5,5 milioni netti, e che ha esaudito gran parte dei suoi desideri di mercato. 

Mercato Inter, cessioni in arrivo

Adesso però Marotta, Ausilio e Baccin dovranno completare l'opera ovvero cedere un big (Skriniar), sostituirlo degnamente (Bremer e Milenkovic), ma anche monetizzare le partenze di Pinamonti, Pirola e degli altri giocatori in esubero. E' questa l'ultima grande sfida degli uomini mercato nerazzurri, chiamati a chiudere la campagna trasferimenti con un attivo tra i 60 e gli 80 milioni. In questo caso non sono loro a dettare i tempi perché spetta al Psg o al Chelsea farsi avanti per avere lo slovacco, ma con il lavoro su Bremer e Milenkovic si sono già portati avanti e non saranno spiazzati se Milan saluterà Milano. Inzaghi può godersi senza troppi pensieri gli ultimi giorni con la famiglia. Ad Appiano il 6 luglio avrà già un'Inter competitiva. E conoscendolo, una cena di ringraziamento a Marotta, Ausilio e Baccin, la pagherà. 


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