Inter, niente mercato in entrata fino a gennaio: il retroscena© Inter via Getty Images

Inter, niente mercato in entrata fino a gennaio: il retroscena

La decisione è stata presa dalla dirigenza nerazzurra in accordo con il tecnico Chivu: tutti i dettagli
Pietro Guadagno

MILANO - Arrivederci a gennaio. A meno di opportunità e occasioni che dovessero sbocciare, per la difesa e un po’ meno per l’attacco, di qui al 1° settembre - al momento non c’è nulla che bolla in pentola -, il mercato dell’Inter è da considerare chiuso. Con appuntamento rinviato, evidentemente, alla sessione invernale. Avendo ancora risorse a disposizione, infatti, dovessero emergere necessità o lacune, a gennaio si agirà di conseguenza. La decisione è stata presa di comune accordo con Chivu. Piuttosto che aggiungere un semplice tappabucchi, senza particolari prospetti, anche il tecnico rumeno ha convenuto che sia preferibile restare cosi.  

La difesa

Del resto, a proposito della difesa, dal punto di vista numerico, problemi non ce ne sono. Il nodo, semmai, è l’età media del reparto. Tuttavia, attraverso un maggiore turn-over e una gestione accurate delle forze, c’è la fiducia di non andare incontro a particolari difficoltà. Se, invece, con il procedere della stagione, dovessero emergere criticità, allora, come premesso, si interverrà. Con il proposito, comunque, di individuare un profilo di spessore, in grado di diventare un tassello della retroguardia per il futuro. 


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Il budget e le possibili eccezioni

Già, ma quali sono i margini di manovra di Marotta, Ausilio e Baccin per questo ultimo scorcio di mercato e, soprattutto, per la finestra di gennaio. Beh, tenuto conto che il passivo concesso da Okatree sin da inizio mercato è di 60 milioni, al netto delle cessioni, adesso la disponibilità è attorno ai 20 milioni di euro o poco più, che poi è il limite standard per ogni operazione. Finora, infatti, il club nerazzurro ha fatto investimenti per circa 85 milioni, a fronte di un monte cessioni che si aggira sui 45 milioni. Qualcuno potrà obiettare che era stato fissato un extra-budget prima per Lookman e poi per Koné. Vero, ma si trattava di eccezioni. Venute meno entrambe, l’extra è rientrato. Nulla vieta che possa essere nuovamente concesso. Ma occorre, in ogni caso, un’opportunità simile. Giusto per fare qualche esempio, l’Inter aveva approcciato prima il Rennes per Jacquet e poi il Bruges per Ordonez, ma si è sentita chiedere 50 milioni per il primo e 40 il secondo. Nessuno dei due, però, valeva l’eccezione. E nemmeno il turco Akcicek del Fenerbahce, alla fine, è stato ritenuto degno di un investimento di una ventina di milioni. 

La situazione di Taremi e Palacios

Peraltro, il volume di fuoco a disposizione dei dirigenti interisti potrebbe aumentare in caso di ulteriori cessioni. Per Taremi, ad esempio, la speranza è di riuscite ad incassare almeno 5 milioni. Dopo i contatti con il Sassuolo, per l’iraniano si sono fatti avanti l'Olympiakos e il Panathinaikos, mentre il Psg resta sullo sfondo. Ma sarà una trattativa che si chiuderà al fotofinish. Per chiudere, Palacios ha deciso all’ultimo di non andare più in prestito al Santos. Quindi, si tornerà a lavorare su una nuova sistemazione. 


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MILANO - Arrivederci a gennaio. A meno di opportunità e occasioni che dovessero sbocciare, per la difesa e un po’ meno per l’attacco, di qui al 1° settembre - al momento non c’è nulla che bolla in pentola -, il mercato dell’Inter è da considerare chiuso. Con appuntamento rinviato, evidentemente, alla sessione invernale. Avendo ancora risorse a disposizione, infatti, dovessero emergere necessità o lacune, a gennaio si agirà di conseguenza. La decisione è stata presa di comune accordo con Chivu. Piuttosto che aggiungere un semplice tappabucchi, senza particolari prospetti, anche il tecnico rumeno ha convenuto che sia preferibile restare cosi.  

La difesa

Del resto, a proposito della difesa, dal punto di vista numerico, problemi non ce ne sono. Il nodo, semmai, è l’età media del reparto. Tuttavia, attraverso un maggiore turn-over e una gestione accurate delle forze, c’è la fiducia di non andare incontro a particolari difficoltà. Se, invece, con il procedere della stagione, dovessero emergere criticità, allora, come premesso, si interverrà. Con il proposito, comunque, di individuare un profilo di spessore, in grado di diventare un tassello della retroguardia per il futuro. 


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