Juve riecco Kolo Muani: quanto chiede il Psg dopo l'anno di prestito al Tottenham. E Lewandowski...

Bianconeri al lavoro per rinforzare il reparto offensivo: si guarda al ritorno del francese e al veterano polacco
Andrea Losapio
4 min

C’è stato un contatto fra la Juventus e l’agente di Robert Lewandowski, Pini Zahavi. Una chiamata che rappresenta un antipasto di quello che può andare in scena quest’estate. Perché l’attaccante polacco ha deciso di non rinnovare il proprio accordo con il Barcellona - sarebbe stato molto al ribasso - e provare una nuova esperienza dopo avere giocato in Germania e in Spagna. Per la Premier League non si tratta di un profilo troppo appetibile poiché preferiscono un’altra carta di identità, mentre in Italia c’è il precedente Luka Modric, con gli ultratrentenni (e non solo) che possono ancora fare cose egregie. Non ci sono accordi, ma la Juve ha approfondito la questione cercando di capire se c’è apertura ed eventualmente su che base andare a dama. Negli scorsi mesi anche il Milan ha fatto la stessa cosa e il motivo è molto semplice: è disponibile a parametro zero e già con Giroud la cosa ha funzionato egregiamente. Per i bianconeri è un’opportunità considerando le bocciature di Openda e (forse) David, più il contratto in scadenza di Dusan Vlahovic. Se non dovesse prolungare il serbo, ecco che sarebbe difficile acquistare due giocatori di altissimo livello, considerati i prezzi in circolazione. 

 

 

Kolo Muani

Dopo un’estate passata a trattare e a non trovare un accordo con il Paris Saint Germain, ecco che un anno dopo il film può essere lo stesso. Il francese aveva fatto discretamente nei suoi sei mesi alla Juventus, avendo l’impatto migliore di sempre per uno straniero con cinque gol in tre partite, salvo poi rimanere più sonnecchiante nelle successive. È un attaccante diverso da tutti quelli in rosa, può giocare in un reparto a due punte. Dodici mesi fa però la richiesta era tra i sessanta e i settanta milioni e per principio il PSG decise di spedirlo in prestito al Tottenham piuttosto che abbassare le proprie pretese. Adesso è a bilancio intorno ai 45 milioni, abbastanza per non fare minusvalenze sanguinose e con una valutazione simile a quella che faceva Damien Comolli. Resta da capire se il Tottenham lo confermerà, ma la sensazione è che si vada verso una rivoluzione in cui rimarrà incastrato. È uno scenario che non cambia, che sia con o senza Vlahovic proprio per la duttilità di Kolo Muani a fare sia da riferimento centrale che girare attorno a un altro. 

La situazione di Vlahovic

È chiaro che Lewandowski possa essere un profilo interessante qualora ci fosse da affrontare una piccola emergenza economica dovuta a un ipotetico mancato quarto posto. A zero e con un annuale l’investimento sarebbe limitato, sia nel tempo che per le casse. Sarà anche decisiva la permanenza di Vlahovic: il suo ammortamento a bilancio è finito e il rinnovo sarebbe perfetto per la Juve perché anche con una cessione sarebbe una totale plusvalenza. C’è la voce di un possibile cambio di agente, oltre al padre Milos che lo sta assistendo nella trattativa attuale che, però, non ha ancora avuto lo sbocco auspicato da tutti, cioè un prolungamento almeno biennale tra i sei e i sette milioni di euro. Eppure le contrattazioni vanno avanti da più di un anno e per diversi mesi Vlahovic ha rifiutato di abbassarsi il contratto. Ora è la Juve ad avere settato il limite in sette milioni di euro - più bonus alla firma - esattamente quello che ha concesso a Yildiz. 

 


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