Lotito: "La Lazio sarà sempre più forte"

Il numero uno biancoceleste arriva a una mostra sulla storia del club e commenta l’epilogo dello scontro, che va avanti da settimane, tra Federcalcio e Lega di A. E poi tranquillizza i tifosi
Lotito: "La Lazio sarà sempre più forte"© ANSA
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Daniele Rindone
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ROMA - C’è un’aria di resa dei conti in tutto quello che fa e che dice Lotito: «Come vedete vinco sempre». Alla furibonda stagione della guerra Lotito-Gravina si è aggiunta una nuova vittoria e il presidente della Lazio, ampolloso come non mai, l’ha ascritta sul suo conto. Nel giorno in cui il Tar, dopo il Collegio di Garanzia del Coni, ha dato ragione alla Lega di A respingendo il ricorso della Figc sulle licenze nazionali, il vanesio Lotito ha gonfiato le penne. Alcuni dei fenomeni sismici che hanno scosso il nostro calcio negli ultimi tempi sono stati generati da terremoti politico-sportivi o giudiziari innescati o disinnescati dal presidente biancoceleste. Lotito ha riparlato ieri sera, facendosi come sempre desiderare, dopo essere intervenuto come invitato presso il Museo dei Granatieri in Piazza Santa Croce in Gerusalemme. Ha preso parte, in clamoroso ritardo, all’inaugurazione della mostra organizzata dall’Esercito Italiano e dal Lazio Museum. La mostra, intitolata “Uniformi & Casacche”, ha celebrato il connubio tra le uniformi militari italiane e le casacche sportive indossate dei giocatori della Lazio fin dalla fondazione originaria. Tra i cimeli esposti, quelli appartenuti a Luigi Bigiarelli, tra i leggendari fondatori della Lazio, e al Generale Vaccaro, l’eroe che evitò la fusione con la Roma nel 1927. 

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La nuova Lazio

Lotito è arrivato a mostra finita, quando molti degli organizzatori, degli ospiti e degli invitati erano già andati via. Il presidente, fedele al solito malvezzo, si è concesso ai media dopo un breve tour della fiera: «Era mio dovere essere presente, la Lazio rappresenta la storia di tanti anni di passione dei propri tifosi. Dal 1900 siamo la prima squadra della Capitale, abbiamo dato un tributo di sangue nelle varie situazioni belliche. E’ un atto dovuto essere qui da presidente, un piacere e un orgoglio poter rappresentare questi colori all’interno di un sistema militare, vanto della nostra Nazione, nel quale i nostri campioni hanno dato un forte tributo». Lotito, ammirando le maglie storiche della Lazio, anche quelle dal 2004 ai giorni nostri, si è lasciato scappare un’esclamazione interrogativa: «Quante ne ho fatte?». E poi si è sciolto in questo commento: «Sono 18 anni che faccio il presidente. Cosa mi rende orgoglioso? La certezza che questa è una società stabile, che non ha nessun problema, che è proiettata nel futuro, con una logica di crescita. Non guardiamo al passato, serve farlo solo come esperienza per evitare di commettere situazioni che possono non essere apprezzate». Chissà che non sia stato un atto di dolore. Sulla querelle con Gravina, e la sentenza del Tar, dopo il primo slogan non ha aggiunto nulla: «Non faccio commenti». Nel finale ha concesso qualche battuta sulla nuova Lazio. Quale squadra abbia in progetto lo ha fatto capire con poche parole: «Il futuro è proiettato in una logica di competizione, per assurgere ad un ruolo importante nel calcio europeo. L’obiettivo per il prossimo anno? E’ fare sempre meglio, non si fanno previsioni, i risultati si cercano, non si annunciano». Non ha promesso regali di mercato, ha promesso di raggiungere gli obiettivi: «Non si fanno regali, si organizza una squadra che sia più competitiva dello scorso anno. Abbiamo avuto un periodo di assestamento dopo l’arrivo della nuova guida tecnica. Stiamo costruendo una squadra all’insegna del nuovo assetto tattico e con la possibilità di poter competere alla pari con tutti».  

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Lazio, lo stadio Flaminio

Tra i presenti anche l’assessore comunale allo Sport, Alessandro Onorato. Ha parlato degli stadi per Lazio e Roma: «Se la Roma e la Lazio vogliono fare gli stadi, presentino il progetto e noi siamo pronti. C’è un dialogo costante con la Roma, abbiamo avuto un incontro col presidente Lotito. Se Lotito vuole presentare un progetto su un’area, che sia quella del Flaminio o un’altra, siamo pronti ad analizzarla col Sindaco. Se ci sono i requisiti per il Flaminio? Ha una storia, ha dei vincoli che con un progetto sano, rispettoso del quadrante, potrebbero essere affrontati. Senza è un dibattito sterile, utile ad illudere. Se la Lazio intende presentare un progetto sul Flaminio, siamo pronti a valutarlo. Non lo lasceremo in questo stato»

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