Lazio, la decisione shock di Romagnoli: Lotito si era convinto, il retroscena
ROMA - Incredibile a credersi anche questa. Romagnoli, non Lotito, ha fatto saltare l’accordo tra la Lazio e l’Al-Sadd raggiunto al fotofinish dopo essersi scontrato con tutti pur di liberarsi. Non ha rinunciato alle mensilità di novembre, dicembre e gennaio, totale di 600 mila euro, negandosi i 18 milioni che avrebbe guadagnato in tre anni. Questa la ricostruzione finale, verificata con le parti in causa. La Lazio e lo staff del giocatore. Non ci sono reazioni ufficiali, forse arriveranno a tempo debito. Alessio, è facile immaginarlo, ha seguito il principio sacrosanto che il dovuto va riconosciuto, tanti ex in passato pur di liberarsi hanno accettato questa imposizione di Lotito. Una sgradevole vecchia regola. Romagnoli non l’ha fatto perdendo una fortuna e mettendo a rischio il futuro alla Lazio, che a sua volta ha perso circa 9 milioni dalla mancata cessione e un risparmio di altri 9 sugli stipendi al lordo da riconoscere al giocatore fino al 2027. Solo Romagnoli può spiegare ogni decisione presa dalla vigilia di Lecce in poi. E’ una storia iniziata male, finita peggio. Gestita maldestramente anche dal giocatore. Chi può dire adesso se sia meglio o no che Romagnoli sia rimasto? L’ultimo strappo ha danneggiato ancora di più i rapporti. Tra oggi e domani, giorno di ripresa degli allenamenti, si capirà come proseguiranno la Lazio e Alessio. Nulla è da escludere. Erano separati in casa, il rischio è che restino tali. Romagnoli si era autoescluso ottenendo un lungo permesso per la nascita del figlio. Ora la mossa tocca a Lotito.
La ricostruzione su Romagnoli
E’ finita con un’altra commedia. Ci perde sempre e solo la squadra, rimasta con due centrali per Torino a meno che il caso Romagnoli non rientri d’incanto, ipotesi remota, o che non arrivi un centrale in più entro 48 ore. E’ finita dopo un inutile maratona iniziata ieri mattina. Romagnoli s’era presentato a Formello senza appuntamento. Voleva parlare con il diesse Fabiani. Ma andava convinto Lotito. Avrebbe liberato Alessio solo con l’avallo pubblico di Sarri. Non è mai arrivato il suo sì. Lotito, alla fine, aveva ceduto, caso più unico che raro. La trattativa con l’Al-Sadd, il vecchio club di Zarate, contro cui il presidente aveva combattuto in passato, era ripartita. E siccome ogni affare non è bello se non è litigarello, la Lazio l’ha portato come sempre alle lunghe. Lotito ha chiesto un rilancio: dai 7,5 milioni più 1 di bonus ad almeno dieci milioni. Non è chiaro se i qatarioti abbiano rilanciato o meno, si racconta che Mancini è intervenuto per sensibilizzarli. E’ certo che Lotito poi ha chiesto il pagamento cash. L’accordo è stato trovato poco prima del gong delle 22, orario concesso all’Al-Sadd su deroga dalla sua federazione. Era arrivata l’approvazione degli avvocati dopo lo scambio di documenti. All’improvviso il no.
Rugani e Leite
Mentre si sviluppava la trattativa per Romagnoli la Lazio teneva in caldo Diogo Leite, bloccato da venerdì, il centrale portoghese dell’Union Berlino, autore di un autogol ieri in campionato, forse colpa dello stordimento di mercato. E Rugani, 31 anni, tornato alla Juve. Sarri l’aveva fatto esordire a Empoli a 19 anni, cerca una guida pronta, sembra lo stessero accontentando. C’è tempo fino a domani per prendere un centrale, evitando altre tristi comiche finali.
