Sarri detta la linea alla Lazio: tutti gli scenari per giugno e cosa chiede a Lotito

L'allenatore dà indicazioni di mercato per il rilancio dei biancocelesti: tutti i dettagli
Daniele Rindone
4 min

ROMA - Non vissero felici e contenti. Il finale della favola “bis” Lotito-Sarri può sembrare scontato: ognuno per la sua strada. Ma lasciarsi non è così facile. C’è il contratto di oltre due anni in ballo, pesa per oltre 5 milioni netti fino al 2028, il doppio al lordo. Mau chiederebbe di essere liberato solo in caso di chiamata allettante e di proposta economica dello stesso valore o simile. Può stizzicarlo il progetto. Firenze è una piazza che lo intriga, dopo la firma con la Lazio aveva ringraziato i tifosi viola per l’affetto dimostrato: "Ho avuto un sostegno straordinario e commovente da parte della tifoseria della Fiorentina e questo lo porterò per sempre con me". Incuriosisce anche Bologna. Nel cuore ha la Lazio, il legame d’amore con i laziali l’ha spinto a prendere su di sé tutta la sofferenza di questa stagione. Ma non può pagare le colpe di Lotito per altri due anni. Ecco perché, se non riceverà offerte, si metterà in una posizione di attesa. La patata bollente sarebbe nelle mani di Lotito.  

Le indicazioni di Sarri 

Sarri ha già esposto le sue idee sul futuro. Primo punto, i rinforzi al di là delle competenze. Declassato al ruolo di «dipendente» dal presidente, Mau ha capito che non avrà mai voce in capitolo sugli acquisti. Ma non può rinunciare più alla qualità e al valore dei giocatori: "La squadra va rinforzata per essere all’altezza della sua storia... La base per il futuro dipende da quanta qualità si può permettere", ha detto di recente in più riprese. Da inizio anno ha chiarito che la stagione attuale, senza obiettivi, avrebbe avuto un solo scopo, ossia creare una base di 6-7 giocatori. Sono scesi a 5-6 dopo l’addio di Guendouzi. Castellanos non era tra i suoi preferiti. Provedel, Marusic, Gila, Romagnoli, Rovella e Zaccagni sono i fedelissimi. Sarri ha chiesto "un anno uno e non più zero, ma la situazione fa pensare ad un’altra cosa". I 12 contratti in scadenza tra giugno 2026 e giugno 2027 l’hanno spinto a questa riflessione. C’è mezza squadra in bilico e ripartire con una situazione simile non è vantaggioso. Ha chiesto una svolta nella querelle Lotito-tifosi, non si può pensare di ripartire in un Olimpico vuoto. A rischio ci sono i 30.000 abbonati. Questi sarebbero i punti da dibattere nel confronto di fine stagione. Ma Sarri, per difendere il contratto, potrebbe restare per costrizione più che per convinzione: «Io ho un contratto in essere, se la società mi dice il contrario, che non vuole continuare, farò altre valutazioni. Altrimenti la situazione è questa», ha sentenziato.  

Le idee di Lotito

Si conoscono gli umori di Sarri. Quelli di Lotito, in parte, rimbalzano dai fuorionda al telefono. Il presidente valuterà il finale di stagione e il cammino in Coppa Italia. Un exploit miracoloso potrebbe anche spingerlo a continuare con Sarri, l’unico che scalda e riempie la piazza. Altrimenti dovrà esonerarlo e inventare una strategia per ripartire con il quarto allenatore in due anni dopo Tudor, Baroni e Mau. Con un uomo che abbia lo stesso impatto. La posizione della società per ora è stata sintetizzata dal diesse Fabiani: "Con Sarri abbiamo stipulato un contratto che prevedeva due anni più uno di opzione e abbiamo addirittura tolto quell’opzione sia a lui che allo staff proprio perché crediamo nel progetto. Questo nuovo percorso l’abbiamo iniziato con lui e vorremmo finirlo con lui". Le maschere di tutti cadranno a giugno. 


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