Osimhen la chiave del mercato del Napoli: il progetto di De Laurentiis

Il centravanti pagato quarantanove milioni potrebbe essere rivenduto a 110. Gli azzurri e il tecnico studiano tre colpi con il tesoretto: Scamacca, Berardi e Barak
OSIMHEN - Possibile 'motore' del mercato azzurro© LAPRESSE
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Antonio Giordano
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NAPOLI - Prendete 110 milioni di euro (dieci in più sempre meglio che dieci in meno), sistemateli in un luogo sicuro - tanto per giocare, la vostra mente - e poi cominciate a provare l’emozione di un mercato. In quel mondo virtuale, con centodieci milioni di euro, si possono fare varie operazione. E pure in quello reale, a pensarci bene, può venire fuori una clamorosa rivoluzione. Intorno a Victor Osimhen si muove il Napoli, nella sua futura dimensione, nella sua plastica ricostruzione, in una squadra che con lui ha un valore tecnico assoluto e incontestabile e senza ne ha un altro economico-finanzario e pure progettuale. Quando andò via Edinson Cavani, estate nel 2013, per la modica cifra di sessantaquattro milioni di euro, il Napoli attrezzò il Progetto in senso compiuto, gli diede una forma - eccome - mise assieme un’idea nuova, l’internazionalizzano, sommò Reina a Callejon, Albiol a Mertens, Zapata a Higuain. Certo, aggiunse tanto danaro, dunque investimenti, però uscì da quel mercato come se avesse appena ricevuto la visita di Babbo Natale. Mentre quando andò via Gonzalo Higuain, novantaquattro milioni di euro, la fase due fu strategicamente più morbida, perché in eredità c’era l’opulenza tecnica approdata nel 2013 e anche un po’ dopo.

Le mosse sul mercato

Il Napoli lascerà che sia il mercato a orientare le proprie mosse e dinnanzi a un’offerta che oscilli intorno a quei centodieci milioni di euro, si concederà poi le eventuali e opportune riflessioni. Ma se l’universo-calcio non dovesse accontentare le ambizioni di un club che due anni fa ha speso 49 milioni per il centravanti nigeriano, la filosofia resterà immutata e si procederà diversamente: il «sacrificato», a quel punto, potrebbe diventare Fabian Ruiz e il centravanti diventerebbe il simbolo della stagione che verrà. Una vagonata di soldi, spalanca orizzonti altrimenti soffocati e l’eventuale addio di Osimhen costringerebbe (permetterebbe!) di cercare un centravanti egualmente giovane (Scamacca), consentirebbe persino di ringiovanirsi altrove (un centrale difensivo), offrirebbe l’opportunità di rimodellare il centrocampo e di irrorarlo di energia nuova (Barak?).

Napoli, Osimhen possibile 'motore' del mercato: chi può uscire e gli obiettivi
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Napoli, Osimhen possibile 'motore' del mercato: chi può uscire e gli obiettivi

Il dopo Insigne

La fascia sinistra offensiva, quella che Lorenzo Insigne ha sontuosamente occupato nel suo decennio, diventerà un affare privato tra Kvaratskhelia e Lozano, che nella sua versatilità ha anche la possibilità di esprimersi a destra, dove c’è Politano, e a quel punto potrebbe arrivare un altro: essendo facoltosi, e se il Sassuolo non dovesse spingersi su livelli inavvicinabili, la prima scelta diventerebbe Berardi.

Nuovi innesti

Il Napoli ha una serie di interrogativi da risolvere, e pure queste risposte non sono prevedibili: Ospina sembra sempre più lontano, dunque sarà necessario un portiere se la distanza tra domanda e offerta non dovesse essere colmata; ma non c’è certezza intorno a Fabian Ruiz, che ha estimatori sparsi tra la Spagna e l’Inghilterra e un contratto che andrà in scadenza tra appena tredici mesi: perderlo a parametro zero è un sacrificio improponibile e il Napoli, sta cercando di capire quanti e quali siano le possibilità di accordarsi. L’incontro tra Fabian Ruiz e Adl di dieci giorni fa non ha avuto sviluppi, però tempo ce n’è per finire il lavoro o per decidere diversamente: Barak, che ha caratteristiche diverse, rientra i profili individuati da Giuntoli per arricchire il centrocampo con calciatori capaci di interpretare (eventualmente) vari ruoli. 

Il futuro di Osimhen

E quindi, alla fine, Osimhen potrebbe essere il nuovo Cavani (che intanto piace alla Salernitana e vorrebbe regalarselo come premio per la salvezza di domenica sera); o anche incidere, e persino in maniera più significativa, quanto Higuain, che si fermò a un «bonus» di novantaquattro milioni di euro, mentre il nigeriano sfonderebbe il tetto dei cento, magari pure quello dei centodieci. E se il mercato non dovesse spargere ricchezza, l’oro di Napoli finirebbe brillare al Maradona: comunque vada, sarà un eccesso (di benessere).

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