Greenwood, un tuttofare per l'attacco del Napoli

Era finito fuori dal progetto dei Red Devils dopo le accuse di violenza da parte della fidanzata. Ma il calciatore è stato poi prosciolto. Sull’inglese anche la Juve
Davide Palliggiano

La rifondazione è in corso, sarà ampia, e in questa caccia ai possibili titolari per la prossima stagione ci sono giocatori che sanno fare più di una cosa, sono moderni, hanno qualità nei piedi per infiammare il pubblico con le loro giocate. Mason Greenwood (22) è uno di questi. L'attaccante inglese ha ritrovato in Spagna la voglia di giocare a calcio. Da promessa del Manchester United a indesiderato, dopo che il club l’aveva messo fuori rosa in seguito alle accuse di violenze da parte della sua ex fidanzata. Prosciolto senza neanche mettere piede in tribunale, ha ritrovato al Getafe una nuova dimensione. Con gli azulones, in Liga, 30 presenze, 8 gol e 6 assist più altre 2 reti in Coppa del Re. Una stagione da doppia cifra giocando ovunque nel tridente d’attacco: a destra, al centro, qualche volta anche a sinistra. Per uno che è ambidestro, è un gioco da ragazzi. È in prestito e a fine stagione tornerà allo United, che però vuole venderlo. Il Getafe vorrebbe tenerlo («resta al 90%» ha detto il presidente Torres), ma non può permetterselo se non in prestito. Lo sa bene il Napoli, a cui piace, ma anche la Juventus. Greenwood è l’attaccante che sa fare tutto, imprevedibile, anche geniale. Un po’ come Albert Gudmundsson (27), che il club di De Laurentiis segue da più di un anno. L'esplosione dell'islandese è qualcosa che chi ha fatto il mercato del Napoli aveva in un certo senso già pronosticato, prima di andare su altri obiettivi.

La concorrenza

Ora il salto di qualità è dietro l’angolo, per l'attaccante che aveva il sogno di riportare l’Islanda agli Europei con i suoi gol. Quattro solo nei playoff: 3 all'Estonia in semifinale e 1 all'Ucraina in finale. Non abbastanza per centrare l’obiettivo. Segna in tutti i modi, Gudmundsson, sa fare tutto. Una caratteristica che non è passata inosservata: al Napoli in primis, ma anche a Inter e Juventus. Concorrenza spietata in Serie A, dove i colpi dell’islandese sono sotto gli occhi di tutti, ma anche in Premier League si sono accorti di lui. «Era il mio sogno giocare in Inghilterra - aveva detto - ma ora in Italia mi trovo benissimo e voglio restare». Da Genova a Napoli, altra città di mare, dove però c’è traffico sulle fasce. Il pacchetto degli esterni è già importante: Lindstrom, Ngonge e Politano. Due investimenti ancora da valorizzare, l’altro che ha appena rinnovato. Creare concorrenza per una maglia può essere l’arma vincente di una squadra che quest’anno ha avuto poche rotazioni tra i titolari, soprattutto nell’ultimo periodo.


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Buongiorno e Dragusin

Se Greenwood e Gudmundsson sono i jolly che vanno bene su tutto, in difesa c’è invece da incastrare un pezzo unico, rispolverando magari vecchie idee che in realtà così vecchie non sono. Radu Dragusin (22), a gennaio, preferì il Tottenham e la Premier al Napoli, che al Genoa offriva la stessa cifra degli inglesi. A Londra, però, il difensore romeno non ha trovato lo spazio che pensava di avere. L'allenatore degli Spurs, Postecoglu, l’ha schierato solo 3 volte da titolare per un totale di 8 presenze (334 minuti) in 5 mesi. Il Napoli resta interessato, dovessero prospettarsi le condizioni economiche giuste, ma Dragusin non è la priorità. La prima scelta resta Alessandro Buongiorno (24). L’offerta da 35 milioni più 5 di bonus è stata già presentata al Torino, che ha preso tempo ne aspetta altre dalla Premier, sperando di incassare di più. È il gioco del mercato, prendere o trattare.


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La rifondazione è in corso, sarà ampia, e in questa caccia ai possibili titolari per la prossima stagione ci sono giocatori che sanno fare più di una cosa, sono moderni, hanno qualità nei piedi per infiammare il pubblico con le loro giocate. Mason Greenwood (22) è uno di questi. L'attaccante inglese ha ritrovato in Spagna la voglia di giocare a calcio. Da promessa del Manchester United a indesiderato, dopo che il club l’aveva messo fuori rosa in seguito alle accuse di violenze da parte della sua ex fidanzata. Prosciolto senza neanche mettere piede in tribunale, ha ritrovato al Getafe una nuova dimensione. Con gli azulones, in Liga, 30 presenze, 8 gol e 6 assist più altre 2 reti in Coppa del Re. Una stagione da doppia cifra giocando ovunque nel tridente d’attacco: a destra, al centro, qualche volta anche a sinistra. Per uno che è ambidestro, è un gioco da ragazzi. È in prestito e a fine stagione tornerà allo United, che però vuole venderlo. Il Getafe vorrebbe tenerlo («resta al 90%» ha detto il presidente Torres), ma non può permetterselo se non in prestito. Lo sa bene il Napoli, a cui piace, ma anche la Juventus. Greenwood è l’attaccante che sa fare tutto, imprevedibile, anche geniale. Un po’ come Albert Gudmundsson (27), che il club di De Laurentiis segue da più di un anno. L'esplosione dell'islandese è qualcosa che chi ha fatto il mercato del Napoli aveva in un certo senso già pronosticato, prima di andare su altri obiettivi.

La concorrenza

Ora il salto di qualità è dietro l’angolo, per l'attaccante che aveva il sogno di riportare l’Islanda agli Europei con i suoi gol. Quattro solo nei playoff: 3 all'Estonia in semifinale e 1 all'Ucraina in finale. Non abbastanza per centrare l’obiettivo. Segna in tutti i modi, Gudmundsson, sa fare tutto. Una caratteristica che non è passata inosservata: al Napoli in primis, ma anche a Inter e Juventus. Concorrenza spietata in Serie A, dove i colpi dell’islandese sono sotto gli occhi di tutti, ma anche in Premier League si sono accorti di lui. «Era il mio sogno giocare in Inghilterra - aveva detto - ma ora in Italia mi trovo benissimo e voglio restare». Da Genova a Napoli, altra città di mare, dove però c’è traffico sulle fasce. Il pacchetto degli esterni è già importante: Lindstrom, Ngonge e Politano. Due investimenti ancora da valorizzare, l’altro che ha appena rinnovato. Creare concorrenza per una maglia può essere l’arma vincente di una squadra che quest’anno ha avuto poche rotazioni tra i titolari, soprattutto nell’ultimo periodo.


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