Napoli, Rrahmani ha rinnovato fino al 2029 e sarà un perno del futuro© LAPRESSE

Napoli, Rrahmani ha rinnovato fino al 2029 e sarà un perno del futuro

Amir ritorna al Sinigaglia per chiudere i conti in chiave Europa dopo l’autogol di un anno fa. Il Napoli ha subìto il 65% dei gol senza il leader della difesa
Fabio Mandarini
3 min

Napoli-Cremonese 4-0. Vittoria sfarzosa e clean sheet ritrovato con Amir Rrahmani, il joystick della linea. L’anima della festa difensiva che quando c’è si vede e quando non c’è si sente. Si percepisce: è il leader e il riferimento. Con le dovute proporzioni di spazio e tempo, in questo Napoli vale ciò che Albiol valeva nella squadra di Sarri. Rrahmani è il presente, è un’altra qualificazione in Champions da conquistare nelle ultime quattro partite e poi un futuro da progettare: il club non ha ancora annunciato il suo rinnovo fino al 2029, ma è tutto definito e confezionato da un bel po’ e ora è soltanto questione di ufficialità.

Rrahmani centrale per il Napoli

Scriverà il domani così come ha già raccontato il passato recente e i giorni nostri, con due scudetti da protagonista assoluto. Magari, rispetto a una stagione tormentata da due infortuni seccanti e un ulteriore contrattempo che in totale gli hanno fatto saltare 19 partite (più tre panchine per non forzarne il rientro dopo i periodi di assenza), gli servirà un pizzico di fortuna in più. E servirà anche al Napoli: senza Rrahmani, infatti, la squadra ha subìto il 68% dei gol stagionali. E non è mica un caso.

Conte si affida sempre a Rrahmani

Anche un altro dato non è casuale: quando lo ha avuto a disposizione a pieno regime, Conte gli ha concesso un solo turno di riposo nel nome del turnover, contro il Cagliari agli ottavi di Coppa Italia. Poi, sempre presente dal primo all’ultimo minuto, ad eccezione delle partite contro Sassuolo e Roma al Maradona: in entrambi i casi fu costretto a uscire per infortunio. Con la Cremonese ha giocato la prima partita dopo otto giornate di assenza - compresa la debacle con la Lazio - e ha contribuito in maniera determinante a restituire certezze alla difesa e alla fase difensiva. Con lui al centro del tris, tra l’altro, Buongiorno può agire da marcatore sinistro: un po’ il discorso di Alisson trequartista che libera McTominay a centrocampo, due al prezzo di uno. Se nessuno è indispensabile, Rrahmani è quantomeno fondamentale.

I numeri di Rrarhmani

Un leader e un uomo funzionale. Cuore e cervello della difesa, con l’avallo dei numeri: senza di lui il Napoli ha incassato 20 gol su 33 in campionato; 13 su 15 in Europa; 1 su 2 in Coppa Italia. Totale: 34 su 50, il 68%. Sabato, a Como, gli toccheranno avversari decisamente complicati: innanzitutto Douvikas, il centravanti, tendenzialmente l’uomo a cui dovrà dedicare maggiore cura, ma la compagnia è ottima: Paz, Baturina, Diao e così via. Fabregas ha un numero notevole di soluzioni e sono tutte di qualità, estro e talento: attenzione massima, da Champions si direbbe. E per Rrahmani anche quel senso di rivalsa che si trascina da un po’: a febbraio 2025 fu proprio Amir a regalare il vantaggio al Como con un autogol; finì 2-1. Disattenzione inusuale ma sconfitta ininfluente sullo scudetto. Tutto passato. O forse no: Amir è molto orgoglioso. È un vincente.


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