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Di Nicola: per il gip di Venezia non c'è reato di associazione

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di Fabio Massimo Splendore

venerdì 22 maggio 2015 16:59

ROMA - Sembra alleggerirsi  e non di poco, la posizione del ds dell’Aquila Di Nicola in merito all’inchiesta Dirty Soccer. Il gip di Venezia non ha convalidato il fermo ritenendo che non sussistesse il pericolo di fuga, ma solo gli arresti domiciliari, condizione in cui si trovano altri personaggi coinvolti dalle indagini della Squadra Mobile della Questura di Catanzaro che hanno dato logo all’ordinanza della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo calabro. Un punto nodale è la decadenza del decreto del capo 12 del decreto, laddove si profila il reato di associazione. Resta quindi la frode sportiva per cui il gip si è dichiarato incompetente. «Infatti, la ritenuta insussistenza della associazione impone di determinare la competenza per territorio del giudice in base a quanto indicato dagli artt. 13 lett. b e 16 c.p.p.». Secondo il gip di Venezia non risulta neanche che Di Nicola abbia avuto contatti con i calciatori in questa storia di scommesse e combine. Di Nicola sta tornando a casa con il suo legale, l’avvocato Libera D’Amelio che in questa 48 ore lo ha assistito passo passo a Venezia.

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