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I turn over non sono tutti uguali

I turn over non sono tutti uguali
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Le due giornate di Coppa Italia oltre a ratificare la griglia dei quarti, hanno confermato che la Juve tra le grandi che corrono per lo scudetto è l’unica in che può permettersi un turn over alla pari

di Stefano Barigelli

giovedì 21 dicembre 2017 08:05

ROMA - La Coppa Italia è sempre piena di sorprese. Doveva esserci il doppio Juve-Roma a distanza ravvicinata, ci sarà invece un altro derby: dopo Milano, ecco quello di Torino. La Juve ha fatto la Juve: ha chiuso la pratica e ritrovato Dybala. Ora si passerà all’inno alla Joya, dopo averne decretato la crisi. La verità è che perfino Messi o Ronaldo hanno periodi di basso rendimento, la fisiologia non prevede per un atleta il cento per cento perenne.

La Roma ha perso il primo tram di una stagione peraltro brillante. E’ uscita da una competizione vinta 9 volte (solo la Juve ha fatto meglio) ma che le sfugge da 10 anni. Ci ha messo molto del suo per la verità. Sia per i tanti errori compiuti sul campo, sia per la scelta di un turn over rilevante. La squadra giallorossa, infatti, con il Toro oltre a ribadire la difficoltà a trasformare in gol quanto di buono crea, ha anche subito due reti, evento rarissimo. La difesa completamente cambiata non è stata all’altezza degli elevati standard abituali. È chiaro che la Roma ha considerato la grande sfida di sabato con la Juve più importante, dopo di che ha orientato le scelte in base a questa priorità. Il rigore sbagliato da Dzeko e le tantissime occasioni buttate hanno completato il lavoro, onestissimo, del Torino.

Le due giornate di Coppa Italia oltre a ratificare la griglia dei quarti, hanno confermato che la Juve tra le grandi che corrono per lo scudetto è l’unica in che può permettersi un turn over alla pari. Un vantaggio ora non piccolo, che diventerà rilevante in primavera.

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