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Euro 2016 Italia, Conte è sicuro: «Non ci rilasseremo»

Euro 2016 Italia, Conte è sicuro: «Non ci rilasseremo»
© UEFA via Getty Images

Il ct azzurro: «Una singola partita non può cambiare il nostro atteggiamento»

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dal nostro inviato Andrea Santoni

giovedì 16 giugno 2016 18:45

TOLOSA (FRANCIA) - «Dobbiamo attaccare tutta la Svezia, evitando di prendere certe ripartenze come accaduto contro il Belgio, sapendo dunque anche coprirci, perché Zlatan può spostare l’equilibrio di ogni squadra». Un Conte concentratissimo ha presentato così Italia-Svezia di domani, nella quale gli azzurri andranno a caccia della seconda vittoria in questo Euro 2016: «Vogliamo vincere e centrare subito il nostro primo obiettivo minimo: la qualificazione». Alla fine, dopo le prove di ieri, il tecnico ha lavorato a lungo stamattina a Montpellier prima della partenza e domattina scioglierà le ultime riserve sulla formazione. Alla fine il turn over dovrebbe essere limitato a una pedina (massimo due): da scegliere che rileverà Darmian come esterno sinistro. In corsa in un derby tutto giallorosso El Shaarawy e Florenzi (con De Sciglio meno probabilmente in campo). Più in generale il ct ha spiegato lo stato d’animo della squadra e il suo: «I tanti elogi possono averci fatto male? Io penso di avere a disposizione un gruppo di ragazzi vogliosi di far bene, una sola partita non può cambiare l'atteggiamento di questi ragazzi, siamo partiti nella maniera migliore, non abbiamo ancora fatto niente, non ci siamo ancora qualificati; sappiamo chi siamo e da dove veniamo; piedi per terra e cerchiamo di meritare la vittoria».
 

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EQULIBRIO - Il ct naturalmente sta seguendo l’Europeo, il primo bilancio, dopo il primo giro di partite è semplice: «Stiamo vedendo partite molto equilibrate: si capisce che ogni gara è molto difficile, vedi la Francia contro l’Albania; si assiste a tante partite in bilico fino allultimo, segno di grande preparazione da parte di tutti, quindi bisogna essere molto concentrati sulle squadre che andiamo ad affrontare, cercando di fare tesorei dei pregi e dei difetti, e dando il meglio di noi stessi».

PELLE’-IBRA - Italia-Svezia sarà anche Pellè-Ibra, una sfida a distanza tra due centravanti molto diversi per carriera e caratura, ma determinanti nella loro squadra: «L’evoluzione di Pellè? La storia di Graziano è strana, lui è dovuto emigrare all'estero per affermarsi; confrontarsi con altre realtà gli ha dato altre sicurezze da tutti i punti di vista, ora è un buonissimo attaccante con mezzi fisici notevoli; ripeto, è strano che sia dovuto emigrare per affermarsi, ha avuto un percorso diverso ma sono contento perché ha dimostrato come la volontà di affermarsi non conosce ostacoli, la sua è una sfida che sta vincendo. Ibra in Premier? Zlatan è un calciatore talmente forte che può giocare in qualsiasi campionato del mondo, può spostare gli equilibri di una squadra. La Svezia è una squadra quadrata con una stella come lui».
 

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PARTICOLARI - Conte è tornato sull’approccio al match: «Bisogna bloccare la squadra in toto, quindi ci sono da analizzare sia la situazione offensiva che e difensiva, e in questo senso c'è il problema ibra, ma anche altri, ci sono i calci da fermo, c’è Forsberg, Berg o Guidetti; insomma, quando andiamo a valutare le squadre avversarie, analizziamo il gruppo, andando poi a estrapolare i singoli elementi, cercando di far sì che i loro pregi vengano meno, e i difetti si evidenzino».

QUESTA ITALIA - Il ct ha allargato il ragionamento sul momento del calcio italiano e sulla necessità di puntare su un gruppo esperto, tra i più vetusti del torneo: «E’ un dato di fatto che questo è un periodo non molto felice del calcio italiano, non lo dico io, è un dato oggettivo; c’è la difficoltà di far emergere talenti che possono fare grandi cose, noi dobbiamo fare del nostro meglio, non so se noi siamo una squadra veterana, per me, per le mie idee di calcio, i 23 che sono qui sono i migliori: si tratta di un mese di lavoro per fare il massimo, ottimizzando tutto nel migliore dei modi».

NO TURN OVER - Il ct alla fine ha voluto dare alcune indicazioni sulla formazione: «Abbiamo giocato solo una partita, sono stati 4 giorni in cui c’è stato tempo per recuperare ed allenarci e prepararci bene per la Svezia; farò delle valutazioni fino a domattina secondo dei parametri: uno è l'occhio, l’altro è il dialogo con i giocatori e i test; mi sembra eccessivo parlare di gente stanca, non penso di fare grandi cambiamenti».

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