Europei, top e flop di Giannichedda: "Francia, che delusione"

L'ex centrocampista di Lazio e Juventus e attuale tecnico della rappresentativa di Serie D, aspettando la finale, analizza Euro2020: dalle delusioni alle sorprese
Europei, top e flop di Giannichedda: "Francia, che delusione"© Getty Images
Giuliano Giannichedda

In occasione degli Europei di Calcio, Giuliano Giannichedda segue da vicino, per il sito del Corriere dello Sport, tutta la kermesse continentale commentando i principali spunti del torneo: dalle partite dell’Italia ai protagonisti di Euro2020. Giannichedda, ex centrocampista anche di Lazio e Juventus e attuale tecnico della rappresentativa di Serie D, offrirà per tutta la durata della competizione il suo punto di vista, un commento tecnico da allenatore professionista, su tutto quello che succederà all’Europeo. 

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Europei, che flop Francia e Germania

Analizzando l’Europeo e andando a fondo sulle dinamiche tattiche, abbiamo notato che tante squadre, chi più chi meno, hanno utilizzato sia la difesa classica a 4 che la difesa a 3 che fino a pochi anni fa non era considerata adatta per le nazionali, viste le tante rotazioni da effettuare, ma veniva utilizzata solo dalle squadre di club. In un Europeo ci sono sempre squadre che deludono e squadre che invece sorprendono. Per quanto riguarda le delusioni, in primis sicuramente, c’è la Francia che per qualità e profondità di rosa avrebbe dovuto ottenere di più. Altre due big non hanno rispettato le aspettative: sono Portogallo e Germania, partite con ben altri programmi. Vuoi per fine ciclo (Germania), vuoi perché alcuni giocatori non hanno dato quello che potevano (Portogallo) hanno profondamente deluso.

L'anteprima di Italia-Inghilterra

Italia e Inghilterra, finale strameritata. Bene la Spagna

Le due migliori squadre, per gioco espresso, per coesione del gruppo e per gestione dei giocatori, sono sicuramente arrivate in finale: Italia-Inghilterra è la finale più giusta. Da menzionare per empatia creata e per un risultato storico quasi raggiunto è l’Ungheria dell’italiano Rossi. Altra squadra da ricordare per la profonda rivoluzione e mix tra giovani e esperti è la Spagna (che a sorpresa non ha convocato nessun giocatore del Real Madrid) che dimostra come la programmazione e lo stile di gioco possono andare oltre le convocazioni dei calciatori.

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