Thomas Doll, il talento di Malchin
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Thomas Doll, il talento di Malchin

Il tedesco approdò alla Lazio nel '91 anche "grazie" all'infortunio di Gascoigne

E pensare che era stato ingaggiato per essere il vice Gascoigne. Thomas Doll, nato a Malchin (ex Germania Orientale) il 9 aprile 1966, viene acquistato dalla Lazio nel 1991, che lo paga all’Amburgo 13 miliardi di lire. Gazza, già acquistato dal club capitolino, si è appena infortunato ai legamenti del ginocchio in modo grave nella finale di FA Cup Tottenham-Nottingham Forrest e sarà dunque costretto a rimandare il suo esordio con la maglia della Lazio almeno di un anno. La notizia scuote l’ambiante, i tifosi laziali sono sotto choc. Il presidente Gianmarco Calleri, rotti gli indugi, decide di sostituirlo proprio con il tedesco, estroso centrocampista dalla classe cristallina e dal gol facile. Del calciatore si conoscono le prodezze di quando vestiva la maglia della Dinamo Berlino, club nel quale aveva realizzato una quarantina di gol. Davvero niente male, visto che le caratteristiche del fantasioso tedesco sembravano, fra l’altro, ben sposarsi con la filosofia voluta dall’allenatore Zoff e con le caratteristiche del tandem offensivo Riedle-Ruben Sosa. Il ragazzo di Malchin risulta così essere il primo giocatore dell’ex DDR a essere approdato nel nostro campionato.

THOMAS DOLL, LE PRESTAZIONI - Fatto sta che Thomas Doll, ben presto ribattezzato “Fantomas” dai tifosi della Curva Nord, è artefice di una prima stagione positiva. Con la maglia della Lazio, nella stagione 1991-92, totalizza 31 presenze e 7 reti, facendosi apprezzare per la sua rapidità di piede e per le ubriacanti serpentine. La definitiva consacrazione sembra davvero dietro l’angolo. Ma il suo “tendine d’achille”, ovvero gli infortuni, che da sempre ne caratterizzano la carriera, tornano a tormentarlo. E così, complici anche i molti contrattempi fisici, nel campionato 1992-93, Doll mette insieme solo 20 presenze e 2 reti. Cresce il dualismo con Gascoigne, e per Zoff non è sempre facile far coesistere i due talenti, nonostante l’ottimo quinto posto finale in classifica. La terza stagione è ancora più avara di soddisfazioni e si chiude con uno score di 13 presenze, senza gol all’attivo.

THOMAS DOLL, RITORNO E ADDIO - A gennaio fa quindi ritorno in Germania, dove viene acquistato dall’Eintracht di Francoforte. Tornerà a Roma nella stagione 1994-95, nel bel mezzo di un autentico terremoto calcistico, che porta Cragnotti a scegliere Zdenek Zeman, già trainer del Foggia e intransigente interprete del 4-3-3, come nuovo allenatore, con Dino Zoff al quale viene consegnata la presidenza del club. Doll partecipa a tutto il ritiro precampionato e scende in campo agli ordini del nuovo tecnico boemo nelle prime partite di Coppa Italia, dove, nella sfida del 21 settembre 1994, realizza anche una doppietta nella gara che la Lazio vince a Modena (1-4). Ma la sua esperienza romana è ormai agli sgoccioli e, all’inizio di quella stessa stagione, abbandona la capitale facendo definitivo ritorno nella squadra di Francoforte. Con la Lazio colleziona 73 presenze complessive e 12 gol in competizioni ufficiali (64 presenze e 9 reti in campionato, 8 presenze e 3 reti in Coppa Italia e 1 presenza in Coppa Uefa). 

AFFETTO. Nel complesso, “Fantomas” lascia un ricordo di eterno inc–ompiuto, vuoi a causa dei suoi tanti infortuni, vuoi per via di un rendimento non sempre costante. Ma la sua classe non si discute, ed è quella per la quale, ancora oggi, viene ricordato con simpatia da tutti i laziali. Inoltre, aveva una caratteristica che lo rendeva quasi unico: quella di fare molto spesso gol nei primi minuti di ogni partita. Nel suo primo anno di Lazio è andato a segno dopo 13 minuti contro l’Ascoli (finale 4-1 per i biancocelesti) e contro la Samp (sconfitta 1-2), dopo 10 minuti nel 5-2 al Foggia, dopo 4 minuti nel 2-1 al Cagliari e dopo 9 minuti contro la Cremonese (3-2). Insomma, con Doll in squadra, si partiva sempre da 1-0. Peccato che l’idillio tra la Lazio e questo grande talento sia durato davvero troppo poco.

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