Stoichkov tra genio e
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Stoichkov tra genio e "follia"

Pallone d'Oro nel 1994, ha fatto la storia del calcio bulgaro. Con la maglia del Barcellona ha vinto tutto, solo una stagione in Italia con il Parma

Sicuramente ogni appassionato di calcio durante la sua vita ha detto o pensato almeno una volta: “Magari ce l'avessi avuto io quel talento, avrei spaccato il mondo”. Sono tanti i giocatori che pur avendo un grande potenziale non l'hanno poi espresso, oppure hanno fatto molto meno di quello che potevano. La storia di Hristo Stoichkov racchiude in parte questo concetto, ma non del tutto. Il giocatore di calcio bulgaro più forte di tutti i tempi, spesso, quando scendeva in campo, giocava in maniera “pigra”, ma nonostante ciò, ha fatto delle cose uniche arrivando a vincere quasi tutto quello che poteva. La domanda sorge spontanea: che cosa avrebbe potuto combinare se oltre alla classe, indiscutibile, avesse avuto la costanza, la grinta, la “voglia” di un “Cristiano Ronaldo qualunque”?

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Nel ‘90 è Johan Cruijff a volerlo nel suo Barça. In 5 anni in blaugrana vince tutto quello che si può vincere e nel 1994, dopo aver portato la sua Bulgaria fino alle semifinali mondiali, si aggiudica il Pallone d’Oro. Arriva in Italia nel ‘95 ma non riesce a lasciare il segno. Torna a Barcellona dove vince altri 4 trofei prima di chiudere la carriera girando tra Emirati, Giappone e Stati Uniti. Compie oggi 53 anni Hristo Stoichkov, il più grande giocatore bulgaro di tutti i tempi. #amodonostro #ilcuoio #8febbraio #hbd #happybirthday #buoncompleanno #stoichkov #anni90 #vintage #football #legend #soccer #calcio #barcellona #barça #barcelona #bulgaria #parma #seriea #laliga #cskasofia #cska #sofia #story #plovdiv

Un post condiviso da Il Cuoio (@ilcuoio) in data: Feb 8, 2019 at 2:07 PST

IN PATRIA - Hristo Stoichkov nasce a Plovdiv l'8 febbraio del 1966. Nel 1984 viene acquistato dalla squadra più importante di Bulgaria, arriva al CSKA Sofia dove resterà fino alla stagione che precede i Mondiali di Italia '90. Hristo, abbina alla “pigrizia in campo” un carattere tutt'altro che facile. Nella finale d'andata della Coppa nazionale del 1985 segna quattro reti nel 5-0 contro i rivali del Levski, al ritorno si presenta in campo con l'inusuale numero 4 sulle spalle (il numero 8 è stato un tratto distintivo di tutta la sua carriera). A fine gara rimane coinvolto nella rissa che porterà alla squalifica per sei mesi e che non gli permette di prender parte alla spedizione mondiale in Messico. Anni dopo, con la maglia del Barcellona, durante un Clasico contro il Real, calpesterà volontariamente il direttore di gara in seguito all'espulsione del suo allenatore. Lascia Sofia da re nel 1989 dopo aver vinto tre campionati e quattro coppe di Lega a livello di club e due classifiche marcatori a livello personale. Nell'ultima stagione, grazie ai 38 gol segnati in 30 partite giocate, viene premiato con la Scarpa d'Oro.

BARCELLONA E IL MAGICO 1994 - A Barcellona in panchina c'è un certo Johan Cruijff che vuole il talento bulgaro a tutti i costi. La società lo accontenta e Stoichkov sarà protagonista del Barça più vincente della storia prima di quello di Pep Guardiola. Vince quattro campionati di fila, tre Supercoppe di Spagna e la Coppa dei Campioni 1992 in finale contro la Sampdoria, seguita poi dalla Supercoppa Europea. A livello personale segna tantissimo e si piazza secondo, dietro solo a Marco van Basten nell'edizione del Pallone d'Oro 1992. Nell'estate 1994 si giocano i Mondiali americani dove guida la sua Bulgaria al miglior risultato di sempre. Nella gara d'esordio arriva la brutta sconfitta contro la Nigeria, ma poi il genio si scatena: due reti nel 4-0 alla Grecia e una nel 2-0 che piega l'Argentina di Maradona (che però non gioca quel match). Hristo ha preso il via e segna anche negli ottavi al Messico e nei quarti, grazie a una perla su punizione, contribuisce all'eliminazione dal Mondiale dei tedeschi campioni iscenti. In semifinale un suo rigore non basta per ribaltare la doppietta di un altro alieno che a differenza sua è più mansueto e porta un lungo codino, è Roberto Baggio. A fine anno però è lui a trionfare, proprio davanti al “Divin Codino”, nell'edizione '94 del Pallone d'Oro. Stoichkov con 210 voti è in cima al mondo.

L'ITALIA E IL FINALE DI CARRIERA - Nell'estate 1995 viene acquistato dal Parma. Nevio Scala lo schiera in attacco ma il bulgaro deve giocarsi il posto con Filippo Inzaghi e Gianfranco Zola. L'esperienza italiana di Hristo non è delle migliori a conferma del rapporto non idilliaco con il calcio italiano, negli anni passati aveva anche dichiarato che i migliori calciatori giocavano in Spagna e non in Italia. Segna 5 gol in Serie A e saluta il nostro paese per vivere un altro biennio a Barcellona. Spesso parte dalla panchina ma riesce comunque ad arricchire il suo palmares con un'altra Supercoppa, una Coppa di Spagna, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. Nel '98 gioca i Mondiali francesi e, per un breve periodo, torna a Sofia. Comincia così a girare il mondo giocando negli Emirati, in Giappone e chiudendo la carriera nell'MLS americana. Stoichkov rimane amatissimo non solo in Spagna, dove ha vinto tantissimo, ma in tutto il mondo grazie a quello che ha fatto vedere sul rettangolo verde. Resta senza alcun dubbio il giocatore bulgaro più forte della storia.

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