Super Marco, romano nato a Milano che fece battere i cuori  giallorossi
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Super Marco, romano nato a Milano che fece battere i cuori giallorossi

Nell’estate del 1995 l’attaccante, sicuro titolare nell’Inter, volò a Trigoria. Accolto con diffidenza, restò dieci anni nella Capitale  

Un’autostrada che, in una giornata limpida, ti porta verso la destinazione che desideri raggiungere. Era questo, probabilmente, quello che pensava Marco Delvecchio nei giorni di ritiro con l’Inter nell’estate del 1995, quando il presidente Moratti gli aveva garantito attenzione e fiducia prospettandogli un futuro nel quale lui, prodotto del vivaio
nerazzurro andato a farsi le ossa a Venezia e Udine, avrebbe avuto una parte importante. Marco, milanese classe 1973, punto fermo della nazionale Under 21, aveva tutta la vita davanti ma non sapeva che le strade per arrivare a destinazione a volte hanno percorsi affatto lineari.
IL TRASFERIMENTO - Cominciò a farne esperienza pochi mesi dopo, quando le vicende del calciomercato cambiarono i suoi orizzonti e, nel giro di poche ore, si trovò disarcionato dalla sella nerazzurra per ritrovarsi, sorpreso e con poche possibilità di scelta diverse, sui campi di Trigoria. Marco Branca, approdato alla Roma durante il mercato estivo, desiderava con forza andare a Milano e il suo procuratore riuscì a organizzare il trasferimento. A parziale contropartita la squadra di Franco Sensi volle il prestito del giovane attaccante per verificarne capacità e prospettive in un attacco dove la presenza di Balbo, Fonseca e un ancora acerbo Totti aveva bisogno di un quarto di complemento. Una sterzata improvvisa, una deviazione inaspettata su quel percorso che Delvecchio immaginava di avere appena cominciato. Dalle nebbie della pianura alla luminosità quasi accecante della Capitale, il trasferimento non fu facile: diffidenza e scetticismo si riversarono su di lui come puntualmente avviene per chi a Roma non c’è nato e non è un fuoriclasse indiscusso. Sul finire della stagione, però, Marco consolida la sua immagine agli occhi dei tifosi e, complice anche una tripletta al Napoli e una doppietta alla Fiorentina, convince i giallorossi a riscattarne metà del cartellino. Arriva Carlos Bianchi e con lui un anno di sofferenze e difficoltà, nel quale l’unica vera soddisfazione per Delvecchio è il gol segnato nei minuti di recupero alla Juventus in una partita nella quale il suo carattere è tra le poche cose positive che si ricordino. Al termine di quell’annata, la Roma decide di acquistarlo per intero: al Cammello, come lo chiameranno i tifosi per via del suo incedere dinoccolato e un po’ sghembo, Roma è finalmente entrata nel cuore, lasciando increduli i compagni dell’Inter che l’avevano visto andar via rammaricato e deluso.
SCOPPIA LA SCINTILLA - Perché lui entri definitivamente nel cuore della Roma deve passare ancora un po’ di tempo: quello che Zeman passa sulla panchina dei giallorossi e un derby. Per l’esattezza quello dell’11 aprile1999, quando Supermarco vola nell’Olimpo dei supereroi romanisti con una doppietta a suggello di una prestazione maiuscola che manda la difesa laziale al manicomio. Da ?quel momento in poi tra lui e i tifosi c’è solo un amore reciproco e incondizionato che si consacra nella vittoria dello scudetto 2000-01, annata nella quale, insieme ai compagni di quell’impresa, Delvecchio incide a tratti indelebili il suo nome nella storia della Roma. Del ragazzo deluso che lascia Appiano Gentile col magone non rimane che un ricordo lontano, svanito dietro le sliding doors di un aereo decollato da Linate per un viaggio di sola andata che ha portato il ragazzo cresciuto nelle giovanili dell’Inter a definirsi un romano nato a Milano. 
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L'esordio con l'Inter in Coppa Italia contro la Juventus al fianco di Matthäus e Brehme. Moratti che lo considera incedibile e un futuro certo, in nerazzurro, davanti agli occhi. Poi tutto cambia. Un trasferimento inatteso nella Capitale, tra l'amarezza del giocatore e lo scetticismo dei tifosi. Le difficoltà iniziali, pochi gol e una crescita lenta. Il ragazzo corre tanto, ma per conquistare il popolo giallorosso serve qualcosa di speciale: c'è bisogno di un gol che decida la partita più importante, quella contro la Lazio. La scintilla scoppia l'11 aprile del 1999, quando segna una doppietta ai cugini. Lo scetticismo si trasforma in amore: diventa incubo dei biancocelesti e ‘Uomo Derby’. In 15 stracittadine segna 9 volte. L’esultanza è sempre la stessa: mani sulle orecchie alla ricerca di quelle critiche che ormai non esistono più. Nella sua bacheca con la Roma ci sono uno Scudetto e una Supercoppa italiana. Oggi compie 46 anni Marco Delvecchio. Tanti auguri Super Marco! #amodonostro#ilcuoio#happybirthday#buoncompleanno#7aprile#delvecchio#marcodelvecchio#asroma#asr #roma#asroma1927#seriea#legend#story#rome#italy#italia#inter#milan#internazionale#fcinternazionale#fcinter#derby#football#calcio#asr1927#photography#supermarco#fifa#uefa

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