Italia-Irlanda del Nord: una notte magica per Maldini e Cannavaro

Il 22 gennaio 1997, in un precedente contro gli irlandesi, Cesare e Fabio fecero il loro esordio nella Nazionale maggiore: il primo sulla panchina, il futuro capitano in campo
Italia-Irlanda del Nord: una notte magica per Maldini e Cannavaro

Esistono partite destinate a entrare nella storia. Dove si incrociano destini, percorsi e momenti importanti. Il match tra Italia e Irlanda del Nord, disputato a Palermo il 22 gennaio 1997 è una di quelle sfide che verranno ricordate per sempre nella storia della nostra Nazionale. È la gara dei grandi esordi. Delle prime volte. Il match in cui due dei personaggi più importanti e influenti della recente storia della squadra azzurra, hanno visto il proprio battesimo. È il giorno in cui Cesare Maldini e Fabio Cannavaro iniziano a dipingere la loro storia in Nazionale. Un’avventura lunga, emozionante e ricca di trionfi, successi e qualche delusione. Tutto all’insegna dell’azzurro.

Il nuovo ct

Cesare Maldini arriva sulla panchina della Nazionale maggiore dopo i trionfi collezionati alla guida dell’Under 21. Ripercorrendo il percorso tracciato precedentemente da Azeglio Vicini, anche Cesare diventa ct azzurro dopo aver lanciato e plasmato i giovani. Con i quali ha vinto tre campionati europei di categoria consecutivi. A dire il vero, il legame tra Maldini e la Nazionale maggiore era iniziato molti anni prima e nel modo migliore. Come vice di Enzo Bearzot aveva vinto i mondiali spagnoli del 1982 e partecipato alla spedizione messicana del 1986.

Il fedelissimo

Quando viene chiamato dalla Federazione per sostituire Arrigo Sacchi (reduce dall’eliminazione al primo turno negli europei inglesi del 1996), Maldini accetta di buon grado e per la gara d’esordio, contro l’Irlanda del Nord, vuole con sé uno dei pilastri della sua Under 21: Fabio Cannavaro. Il difensore (all’epoca al Parma) lo aveva accompagnato sia nella vittoria degli Europei francesi del 1994, che in quelli spagnoli del 1996, quando sconfissero in finale e ai calci di rigore i più quotati padroni di casa. Cannavaro ha alle spalle una ventina di gare con l’Under 21 e quando viene chiamato da Maldini è con- scio di avere davanti a sé l’occasione della vita. "Quelli erano anni in cui in Italia giocavano i difensori più forti del mondo – ricorda Angelo Di Livio, titolare nella sfida contro l’Irlanda del Nord – e non era facile imporsi. Tuttavia su Cannavaro eravamo tutti convinti che sarebbe diventato qualcuno. Lo capii sin dal primo giorno che mise piede a Coverciano. Arrivò in punta di piedi in una squadra dove c’erano mostri sacri come Ferrara, Maldini, Costacurta e ci mise pochissimo a farsi largo".

Questione di mentalità

Il 22 gennaio 1997 si aprì ufficialmente un nuovo ciclo. Dopo l’esperienza di Arrigo Sacchi, l’Italia riparte con un tecnico e una mentalità diversa: Maldini schiera la sua prima Italia con il 3-5-2. Peruzzi in porta, Costacurta, Ferrara e il figlio Paolo in difesa; Di Livio, Albertini, Di Matteo, Dino Baggio e Carboni a centrocampo, con Zola e Casiraghi a formare la coppia offensiva. Il nuovo tecnico azzurro vive una vigilia serena. "Non lasciò apparire nessuna emozione – ricorda Di Livio – regalava una tranquillità incredibile a tutto il gruppo. Era una persona meravigliosa, sotto tutti i punti di vista. Tutti sapevamo che in cuor suo era teso, ma si sforzò di non farci percepire nulla. L’unico a essere in imbarazzo era Paolo. Il fatto di essere allenato dal padre non lo faceva stare sereno. Fummo noi a tranquillizzarlo e a dirgli che era una cosa bellissima, della quale andare fiero".

La partita

Gli azzurri in campo partono forte. Maldini guarda tutta la partita in piedi, appoggiato alla sua panchina e dopo otto minuti si ritrova subito in vantaggio: pallonetto di Albertini in area di rigore, Zola si avventa sul pallone, salta il portiere Wright in uscita e da posizione defilata insacca. Il resto del primo tempo è un dominio azzurro. I calciatori, che vogliono ben impressionare il nuovo allenatore, dimenticano la natura amichevole della sfida e giocano a ritmi più che apprezzabili. In palio c’è la conferma per la successiva e ben più prestigiosa sfida che si giocherà a Wembley contro la Nazionale inglese, per le qualificazioni ai Mondiali. Al 72esimo ecco arrivare il momento di Cannavaro. "Sapevamo che sarebbe stato un predestinato – racconta Diego Fuser, che in quella gara subentrò ad inizio ripresa a Di Matteo – lo si capiva sin da subito. Fu la prima volta che ci giocai insieme, perché fino a quel momento lo avevo sempre incrociato in campo da avversario. Era impressionante negli anticipi e nello stacco di testa. Nonostante non fosse altissimo, riusciva a dominare nel gioco aereo". Cannavaro entra in campo al posto di Costacurta. Inizia un’avventura destinata a durare tredici anni e 136 partite. Condite dalla vittoria di un Mondiale, la fascia di capitano e tante gare di livello assoluto. Cannavaro diventa immediatamente il leader del reparto arretrato. Contro gli irlandesi non sbaglia un colpo e annulla il centravanti Horlock, regalandosi anche un’incursione (su corner) in area avversaria. Nel finale arriverà anche il secondo gol azzurro firmato da Alessandro Del Piero (subentrato a Zola). Per Maldini e Cannavaro non poteva esserci miglior esordio.

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