Le parole di Mancini che spaventano l’Italia

Il nostro Ct realista sul futuro azzurro: "Non sarà semplice, sarà più difficile"
Le parole di Mancini che spaventano l’Italia© LAPRESSE
Andrea Santoni
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INVIATO A LONDRA- È arrivato in sala stampa, apprezzabilmente, con al collo orgogliosamente la medaglia della sconfitta. Poi ha parlato: «Ci saranno altri momenti come questo, dobbiamo saperlo». Un Mancini super realista. «Non sarà semplice ritrovare una squadra all’altezza di quella campione d’Europa. Sarà più difficile rispetto al 2018, dato che tanti ragazzi non giocano in A. Ma di giovani interessanti ce ne sono. E contiamo di recuperare gli elementi più esperti, che in questo momento non ci sono». Un Mancini preoccupato ma anche per forza di cose speranzoso. «Non riusciamo a fare gol, dobbiamo trovare soluzioni e in fretta. Io entusiasmo ne ho ancora ma non sarà semplice». Un Mancini cosciente. Insomma, un ct nella centrifuga che cerca di tenere la barra dritta, mentre il mare monta. Le inquadrature televisive durante il match ne avevano rimandato il volto gradualmente sempre più cupo, ogni volta che percorreva i metri tra la panchina e l’area tecnica a bordo campo. Mancini poi, a caldo, appena finito il match, con una sconfitta resa pesantissima dal 3-0 di Dybala in pieno recupero, ha cercato di ritrovare il suo proverbiale equilibrio. «Nel primo tempo abbiamo fatto due errori sui loro gol, la partita era equilibrata, poi sono stati più bravi, hanno tenuto palla, sono stati migliori». E’ in effetti la semplice verità, rispecchiata dal passivo più pesante della storia degli scontri tra Italia e Argentina.

Mancini ha così messo insieme le sue sensazioni: «Devo solo dire grazie a tutti i ragazzi per i quattro anni fantastici che abbiamo alle spalle. Resta il dispiacere per la mancata qualificazione mondiale. In questo caso, poi, il fatto è che loro sono migliori mentre noi eravamo stanchi. Avevamo in mente di cambiare e lo faremo. E’ arrivato il momento: faremo riposare chi ci ha dato tanto». Sulla partita l’analisi parte dalla svolta, nel primo tempo: «Vogliamo parlare tecnicamente del match? Abbiamo commesso due errori che non si possono mai commettere. Sul primo gol abbiamo perso palla sulla tre quarti (Bernardeschi, ndi), sul secondo Leo (Bonucci, ndi) ha fatto uno sbaglio in uscita. Di lì in poi tutto è diventato difficile». Anche i cambi operati a inizio ripresa non hanno migliorato la situazione. Su tutte, l’incapacità di essere incisivi: «E’ vero, abbiamo una grande difficoltà ad andare a rete dopo l’Europeo, dobbiamo cercare soluzioni, sapendo che non sarà così semplice trovare una squadra che ci dia soddisfazione, dovremo sbagliare il meno possibile, i più esperti dovranno dare una mano ai più giovani». 

Ma Mancini, in quale territorio si trova, dopo il grande quadriennio «indimenticabile» della carriera? «Io? L’entusiasmo ce l’ho, al punto che mi manca allenare tutti i giorni. Diciamo che ne ho da vendere, ma, ripeto, ci saranno momenti come questo, è bene saperlo, cercare soluzioni non sarà semplice».


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