Italia, non si può giocare così male
I norvegesi non cercavano Haaland, il super bomber d’Europa. Macché. Cercavano un ragazzino di vent’anni, Nico Williams. Come dite? Nico Williams è spagnolo? Sarà, ma ieri sera lo abbiamo rivisto in tutto il suo splendore sul prato fradicio di Oslo. Il nome, è vero, è un altro, si chiama Antonio Nusa, gioca nel Lipsia, e ci ha sfondato proprio come fece Nico in quel tristemente indimenticabile Italia-Spagna dell’ultimo Europeo, quando ci presero a pallonate. Solo che allora avevamo di fronte una nazionale pazzesca (e per miracolo prendemmo solo un gol), stavolta l’avversario era forte, ma noi lo abbiamo trasformato in un’altra Spagna.
L'Italia derisa da Nusa
La Norvegia ci ha piegato prima con l’immenso talento di Nusa (la tecnica, la tecnica, la tecnica, lo ripeteremo cento, mille volte), poi ci ha sepolto con una furia e una rabbia che noi invece non siamo mai riusciti a esprimere. Alla fine del primo tempo, zero tiri in porta per l’Italia e dietro un disastro senza fine. Nusa saltava Zappacosta e Di Lorenzo (a cui sarà tornato in mente di sicuro Nico Williams...) con una facilità che non si può sopportare. Con la palla, li prendeva in giro anche in senso letterale, li aggirava divertendosi, con leggerezza, con fantasia, col sorriso sulle labbra. In Italia non c’è un giocatore, uno solo, capace di avvicinarsi al livello di Nusa. Potrebbe provarci Orsolini, quello dell’ultima stagione bolognese, ma nessun azzurro di quelli chiamati da Spalletti, e anche di quelli mai chiamati, è in grado di puntare l’avversario e di saltarlo come Nusa. La nostra povertà tecnica negli ultimi dieci è impressionante. Ed è sempre peggio, come se non ci fosse un punto di caduta, ma una caduta libera. Anche contro la Germania eravamo sotto di tre gol, ma nel secondo tempo la reazione degli azzurri (con la doppietta di Kean) era stata fantastica. Ieri, quando nella ripresa la Norvegia ha un po’ (non tanto) rallentato, mai vista l’Italia. Qui non c’entra il gioco, qui c’entra il cuore.
Prestazione inaccettabile degli azzurri
Gli interisti, in tremende condizioni fisiche e morali, hanno rivissuto la notte di Monaco. Tre a zero al 45', senza la minima reazione, senza capirci qualcosa. Si può giocare male, ma non si può giocare così male. Si può perdere in Norvegia (era già successo), ma non si può perdere in questo modo. La differenza fra noi e tante altre nazionali era già evidente, però ora si tratta di un abisso. Questa sottomissione fisica, tecnica, tattica, atletica, caratteriale, non è solo eccessiva, è inaccettabile. Dicono che a giugno gli italiani arrivano spenti. Vero. Ma è giugno anche per Haaland, Sorloth, Nusa, Odegaard, Thorsby e compagnia bella.
Obbligatorio battere la Moldavia
E ora? Dobbiamo pensare già ai play-off per la terza volta consecutiva? Intanto dobbiamo battere la Moldavia, segnando tanti, ma tanti gol, perché adesso la Norvegia ha 9 punti (con tre partite) e un +10 come differenza reti, noi 0 punti (in una partita) e un disastroso -3 nel conteggio dei gol. Il girone è ancora lungo, (dovremo stare attenti anche a Israele per l’eventuale secondo posto...) ma perché il 16 novembre, nel ritorno in casa nostra con la Norvegia, che sarà pure l’ultima gara di queste qualificazioni al Mondiale, si possa puntare a una vittoria anche risicata, dovremo segnare a valanga in ogni partita e, di conseguenza, cambiare sistema. Una sola punta, peraltro staccata dal resto della squadra come è successo ieri a Retegui, non può bastare.
Nel Munchmuseet di Oslo è conservata la tela dell’Urlo di Munch. Ieri sera sembrava il ritratto di Spalletti.
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