Donnarumma, che accoglienza in Nazionale. E quel lancio alla Pirlo...© LAPRESSE

Donnarumma, che accoglienza in Nazionale. E quel lancio alla Pirlo...

Chiuso l’affare con il Manchester City. E Gigio protagonista subito con gli azzurri
Fabrizio Patania
4 min

Alle 17.30 è sbucato dalla palestra di Coverciano in fila indiana con gli azzurri, guidati da Gattuso. Gigio seguiva Meret e Di Lorenzo. Il nuovo ct aveva appena concluso il breve discorso di insediamento. Pochi minuti, ancora meno chiacchiere, l’invito a rialzare l’Italia e imboccare subito una strada difficilissima verso il Mondiale 2026. Donnarumma, il capitano della Nazionale, indossava la maglia verde da allenamento. Pantaloni tagliati sotto al ginocchio, scarpini. È entrato in campo e lo hanno preso in cura Roberto Perrone, con Ringhio dai tempi del Napoli, e Cristiano Lupatelli (ex Roma e Fiorentina), i nuovi preparatori dei portieri della Nazionale. Ha giocato anche un tempo su tre (il primo) della partitella di fine allenamento, sette contro sette, prendendo gol da Daniel Maldini, arrivato solo davanti alla porta. 

Il lancio di Donnarumma in allenamento

Quel tipo di solitudine dev’essere stata un sollievo, anzi una festa, decisamente superiore allo stato d’animo in cui era sprofondato venti giorni fa, alla ripresa degli allenamenti, quando Luis Enrique e il Paris Saint Germain lo avevano messo fuori-rosa, escludendolo persino dalla finale di Supercoppa a Udine. Si allenava da solo, negli ultimi giorni in orari diversi dalla squadra, caduto in disgrazia, messo all’angolo da Al Khelaifi e dalla dirigenza parigina. Guerra fredda, rottura contrattuale a un anno dalla scadenza. Da campione d’Europa a indesiderato. La gestione del pallone un banale pretesto per quanto non fosse il portiere prediletto del tecnico spagnolo per la costruzione dal basso. Un sortilegio debellato nel giorno della liberazione. Gigio, durante la partitella, si è persino concesso un lancio lungo e preciso di trenta metri a pescare Cambiaso. Sembrava Pirlo, altro che piede ruvido. Conta parare, come sanno benissimo in Inghilterra, da sempre nel suo destino, non solo per i rigori di Wembley. La Champions con il Psg e l’imminente esordio europeo con il City, guarda caso di fronte al Napoli, tra meno di venti giorni. Un romanzo.

Le ultime ore di Donnarumma e il contratto con il Manchester City

Meglio sia tornato a giocare per l’Italia. Gattuso, chiariamolo, lo avrebbe convocato lo stesso, ma è finita come doveva e si era capito all’inizio di agosto, quando la separazione con il Psg era ormai dichiarata e i suoi agenti avevano allacciato i contatti con il Manchester City. L’affare è stato concluso nella notte tra domenica e lunedì. Decisiva le cessione del brasiliano Ederson, in scadenza 2026, al Fenerbahce per 13-14 milioni. Lo voleva Guardiola. Il Psg, l’ultimo giorno di trattative, ha abbassato le pretese. Chiedeva 50 per il cartellino. L’operazione è stata chiusa a 28 milioni più bonus. Gigio ha lasciato Parigi all’alba. La valigia pronta. Alle 8 è atterrato all’aeroporto di Fiumicino, verso le 11 il suo van con i vetri scuri è entrato a Coverciano. Enzo Raiola lo ha seguito, prendendo una stanza all’hotel Villa Neroli, trecento metri di distanza dal Centro Tecnico Federale. Subito dopo pranzo, Gigio ha sostenuto le visite mediche alla clinica Fanfani di Firenze: completerà i test di routine, esauriti gli impegni con la nazionale, quando sbarcherà a Manchester. La firma materiale sul contratto, depositato in modalità telematica, alle quattro del pomeriggio. Accordo di cinque anni, con opzione per prolungare sino al 2031. Stipendio da 15 milioni. Per restare sotto la Torre Eiffel, Donnarumma avrebbe accettato molto meno. La trattativa, ripresa durante il Mondiale per Club, è stata interrotta dai francesi. Gigio era disponibile al rinnovo, non se ne sarebbe andato, come hanno capito i suoi tifosi al Parco dei Principi. Domani, se verrà confermata la sua presenza in conferenza stampa, lo racconterà in Aula Magna. 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Italia