L’Italia si affida a Vicario: la scelta di Gattuso, il rapporto con Donnarumma e il soprannome Venom

Questa sera, dopo uno splendido avvio di stagione in Premier League, il numero uno del Tottenham difenderà la porta della Nazionale
Edmondo Pinna
4 min

ROMA - E’ sicuramente un uomo squadra, la squadra (dei portieri) nella squadra (la Nazionale). Il destino (che si è vestito da Rino Gattuso e del ct ha le sembianze) gli mette davanti un’altra possibilità. Amichevoli pre Europeo 2024 a parte (Ecuador e Turchia), Vicario aveva avuto due set point sulla racchetta (Sinner impera). Contro Israele prima e contro la Francia poi, entrambe gare di Nations League. Ebbene, non era andata benissimo, soprattutto contro la squadra di Ben Simon. Quel gol di Mohammed Abu Fani, direttamente da calcio d’angolo, non è andato giù soprattutto a lui. A parziale scusante, la presenza (non proprio limpidissima) di Baltaxa sulla linea di porta ad ostacolarlo. Spalletti gli diede un’altra chance, a Milano contro la Francia, nell’ultima gara del girone. Ko 1-3, la sensazione che qualcosa non era andato come lo stesso Guglielmo aveva immaginato.

Vicario, un soprannome da supereroe

Stasera Vicario è pronto a tornare Venom, il suo soprannome tratto da uno dei personaggi più ambigui e devastanti della Marvel (un simbionte alieno senziente con poteri sovrumani). Cresciuto alla corte di Handanovic (a Udine), il salto dall’Empoli al Tottenham è stato forte ma lo ha fortificato, facendogli assumere una dimensione più internazionale. I tifosi del New White Hart Lane, il secondo impianto più grande della Premier dopo l’Old Trafford, hanno imparato ad amarlo per la sua concretezza, la sua capacità di arrivare dove sembrava impossibile farlo. Ha conquistato tutti, da Ange Postecoglou a Thomas Frank, il suo attuale allenatore. Adesso deve prendersi la Nazionale, ben sapendo che il suo rivale è l’amico Donnarumma, monumento azzurro.

Italia, Vicario in ascesa

Gattuso segue tutti i suoi ragazzi, in Italia e all’estero. E la prova di Vicario in Champions contro il Monaco non è passata sicuramente inosservata agli occhi del ct. Una prestazione strepitosa, il migliore in campo nella notte del Louis II. Il Monaco ha tirato più di venti volte verso la porta, Venom ha salvato il risultato in otto occasioni (Balogun e Teze se lo sogneranno la notte) e ricevendo i complimenti pubblici di Frank («Penso che il clean sheet di stasera sia dovuto a diversi fattori, il più importante è Guglielmo Vicario, ha fatto parate eccezionali»).

Vicario-Donnarumma, un rapporto speciale

Proprio con Gigio a stabilito un rapporto che sembra speciale. Da subito. Un episodio ne caratterizza il rapporto. Stadio San Siro di Milano, Donnarumma preso (ancora) di mira per il passaggio dal Milan al Psg: davanti all’Italia c’è l’Ucraina, subito decisiva visto il pareggio all’inizio delle qualificazioni per gli Europei 2024 contro la Macedonia. Durante il riscaldamento, alla fine del primo tempo, il primo a raggiungere Donnarumma per un abbraccio, un conforto, un confronto era proprio Vicario. Un ragazzo di cuore, come dimostra l’aver adottato una famiglia ucraina ospitandola a Udine, dove vivono ancora mamma e papà. Un cuore che mette sempre in campo. Di Gigio è sempre stato il fedele secondo, scansando la concorrenza di Meret (che di Luciano era il portiere dello scudetto a Napoli) accentrando il ruolo con l’obiettivo di farsi trovare pronto. Il momento è arrivato, Vicario è pronto a tornare Venom. Per una notte... 


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