Italia, niente sì: basta l’inno

Leggi il commento sulla novità di fine anno che riguarda tutto il Paese 
Cristiano Gatti
Cristiano Gatti

3 min

Pubblicato il 24.12.2025, 08:34

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Molti di noi patrioti esprimevano il meglio proprio con quel “Sì!” finale urlato di petto, tutti un po’ Fratelli Bandiera e Nino Bixio, tendenzialmente eroici, orgogliosamente risorgimentali. Basta così. L’urlo viene soffocato in gola, con tanto di decreto presidenziale che fissa il punto dopo lo storico verso: “Siam pronti alla morte / L’Italia chiamò”. E chiusa lì. L’inno di Mameli torna tutto di Mameli, perché l’enfatico e roboante “Sì!” era in realtà un’aggiunta volutamente retorica di Michele Novaro, che nel 1847 musicò il testo dell’amico patriota. Non lo urleranno più le reclute militari ai loro giuramenti, non lo urleranno più gli atleti azzurri all’inizio delle partite, non lo urleranno più quelli sul podio con le medaglie d’oro al collo. Ma non è detto che sia poi tutto questo dramma. Ultimamente, questo sì! lo urlavamo chiaramente a pappagallo, senza sapere minimamente che cosa significasse, comunque un qualcosa - siam pronti alla morte, sì! - che nessuno di noi, o pochi di noi, si sognerebbe mai di confermare nei fatti.

La novità inaspettata

Va bene tutto, sono molto fiero della mia patria, suono il clacson dopo la finale e mi butto pure nelle fontane, ma morire per l’Italia sinceramente non mi sembra il caso... Qualche dubbio su quale sia la molla e quale sia la motivazione che hanno portato alla storica mutilazione. Noi si pensava che in questi giorni finali dell’anno ai massimi livelli legislativi fossero a tutta per la Manovra - taglio Irpef, aiuti all’Ucraina e roba del genere -, chi va a immaginare l’urgenza di una manovra sul “Sì! (troppo schierato in chiave referendaria?). A cose fatte, tutti quanti sono comunque in grado di comprendere gli innegabili benefici della nuova norma. Dopo le epoche in cui i nostri azzurri allineati stavano come pesci dentro l’acquario sulla musica della fanfara, ultimamente si sono rassegnati faticosamente a cantarlo: con una parola in meno, magari ce la fanno prima a impararlo. Sì! 

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