Venti milioni per la Figc e più Pil per il Paese: quanto vale la qualificazione dell'Italia ai Mondiali

Il pass per la kermesse iridata sarebbe speciale per i tifosi azzurri, ma non soltanto: tutti i dettagli
Fabrizio Patania
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FIRENZE - Solo nella grande area di Toronto, dove Gattuso e gli azzurri al debutto affronterebbero il 12 giugno i padroni di casa, l’ultimo censimento (2021) segnalava 468.970 tra italiani residenti in Canada e canadesi di origine italiana. Pensate che attesa e cosa significherebbe tornare al Mondiale in termini di indotto e di passione generata dal turismo sportivo per il sistema Italia. Un affare, al netto del conflitto tra Usa e Iran e alle difficoltà logistiche. Lo sa bene Infantino, deciso a organizzarlo per la prima volta in tre differenti paesi (Stati Uniti, Canada, Messico) con un montepremi record di 655 milioni di dollari, il 50% in più rispetto all’edizione 2022 in Qatar, per 48 nazionali. In via Allegri hanno fatto i conti. Il sogno americano vale un assegno Fifa di 10,5 milioni di dollari solo per l’ingresso al girone (1,5 per coprire la preparazione, 9 di premio partecipazione) oltre a un rimbalzo positivo legato ai partner commerciali e ai bonus degli sponsor. Nel totale, solo per la Figc, 20 milioni di incasso senza calcolare i turni successivi: gli eventuali sedicesimi, traguardo non impossibile nel girone con Canada, Qatar e Svizzera, porterebbero altri 2 milioni di premio. 

I conti della Figc

Il lavoro dell’ultimo quadriennio ha permesso a Gravina di limitare la dipendenza economica della Figc dai risultati della nazionale. Le esclusioni del 2018 e del 2022 hanno prodotto un danno finanziario tra gli 8 e i 40 milioni, ma il fatturato è cresciuto dai 174 milioni del 2019 sino ai 224,2 del 2024. Il bilancio preventivo del 2026, approvato dal Consiglio Federale di fine gennaio, prevede una perdita contenuta (6,6 milioni) nel malaugurato caso in cui l’Italia venisse eliminata ai playoff. Calcolo prudenziale a fronte di una stima del valore della produzione (191,9 milioni) che riporterebbe la federazione sui parametri del 2022. «Molto dipenderà dalla qualificazione al Mondiale - aveva spiegato Gravina - perché avrebbe ovviamente un impatto assai positivo sul budget». Il lancio del piano commerciale 2023-2026 ha consentito di far salire i ricavi da pubblicità e sponsor nel primo anno sino a 70,8 milioni e di raggiungere nel 2024 il dato record di oltre 81 milioni. 

Merchandising

L’esclusione in Qatar, pochi mesi dopo Wembley, non impedì a gennaio del 2023 di chiudere l’accordo pluriennale con Adidas. La Figc ora è tra le prime cinque federazioni con il più alto introito da sponsor tecnico: 35 milioni all’anno sino al 2030. Grazie all’azienda tedesca, è cresciuto in maniera esponenziale il merchandising: solo nel 2024 Adidas ha venduto magliette e materiale tecnico dell’Italia ricavando 34,4 milioni di cui 24,8 sul mercato internazionale. Sul suolo italiano le vendite nette ammontano a circa 9,2 milioni. Il totale dice oltre un milione (1.052.185 per la precisione) di articoli ufficiali targati Figc-Adidas nel 2024 con un incremento del 63,3% rispetto al 2023. È facilmente immaginabile l’eventuale impatto del Mondiale. 

Il Pil dell'Italia

Vale lo stesso discorso per il sistema Paese. Il calcio italiano - con 1,5 milioni di tesserati - produce quasi 7 miliardi di euro di ricavi diretti e un impatto sul PIL italiano di 12,4 miliardi. In termini fiscali e previdenziali, il Report 2024 quantifica un ritorno pari a 20,5 euro per ogni euro investito. L’incremento del PIL, in caso di partecipazione al Mondiale, è stimato tra 0,3 e 0,7 in base al cammino degli azzurri. Il betting fa la differenza e genera ricavi per il Paese. Un esempio: durante l’Europeo in Germania nelle sale scommesse italiane e attraverso le piattaforme online vennero raccolti 790,5 milioni di euro con un gettito erariale di circa 19 milioni. Per le quattro partite degli azzurri (Albania, Spagna, Croazia e Svizzera) gli italiani scommisero 70,8 milioni di euro e il Fisco ne incassò 2,1. Tombola. 

 

 


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