Tra Usa e Canada batte un cuore azzurro: ci aspettano in venti milioni

Gli italo-americani tra Usa e Canada aspettano l’accesso della squadra di Gattuso al Mondiale
Edmondo Pinna

Non sarebbe come giocare in casa, ovvio. Ma di sicuro, se l’Italia riuscisse a qualificarsi, non sarebbe sola. Dall’altra parte dell’Oceano, ci sono - secondo gli ultimi dati - 17,3 milioni di italoamericani (secondo alcuni, però, sarebbero quasi 20 milioni gli americani di origine italiana), quarto gruppo etnico di origine europea in Usa dopo tedeschi, irlandesi e inglesi. Ma anche a Toronto, dove dovrebbe cominciare la nostra avventura, non siamo messi male: circa 600mila persone, la quarta più grande popolazione di origine tricolore dopo San Paolo, Buenos Aires e New York. Per questo, anche per questo, Gattuso e i suoi ragazzi devono riuscire a superare l’ostacolo, Irlanda del Nord domani sera a Bergamo e Galles (più della Bosnia) eventualmente martedì. C’è un’altra Italia che tifa l’Italia e che la aspetta dall’altra parte del globo. Non solo quella che ha avuto origine nel secolo scorso, quella di “prima generazione”, ma anche quella attuale, costituita da giovani imprenditori, pronti ad investire nel Usa, professori universitari., scienziati e ricercatori , che hanno portato scoperte e invenzioni in ambito industriale, in particolare nei settori dell’informatica e dell’Hi-Tech.


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I tifosi dell'Italia aspettano... l'Italia

Quella di Toronto è una delle più grande comunità italiane al Mondo. Secondo il censimento del Canada del 2021, risultavano 468.970 italocanadesi nella Grande Toronto e 444.755 nell’area metropolitana di Toronto. In città ci sono due quartieri simbolo della nostra Patria. Allo storico Little Italy di College Street West, dove esiste la prima (e al momento unica) Italian Walk Of Fame, si è affiancato, dalla fine degli Anni Settanta, anche il quartiere (o Distretto) di Corso Italia (un tratto di St. Clair Avenue West), dove ci sono negozi di vestiti, bar, ristoranti, mercati, gelaterie e panifici. Proprio qui è rimasta leggendaria la festa organizzata per la vittoria del Mondiale dell’Italia di Bearzot, nel 1982 in Spagna, oltre 300.000 fan coinvolti, che invasero le strade occupando quasi 20 isolati della città tra Caledonia Road e Oakwood Avenue.


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La California azzurra

In California ci sono oltre 1,4 milioni di persone di origine italiana e, pur non raggiungendo il livello di New York, Los Angeles, la città degli angeli, ha una forte comunità italiana, identificabile spesso in quartieri (o città metropolitane dell’area losangelina) come Lincoln Heights, Alhambra e Montebello ma anche nel Fashion District (quartiere della Downtown di Los Angeles strettamente legato al settore dell’abbigliamento e della moda, poteva l’Italia non fare la parte del leone?) e San Pedro (distretto nella zona portuale). Anche qui, insomma, gli azzurri troverebbero il calore tipico del made in Italy. 


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E anche a Seattle fremono

Pur non essendoci dati precisi e aggiornati sul numero esatto della comunità italiana (residenti, italo-americani, ecc.), la comunità tricolore si riunisce al centro culturale “Casa Italiana di Seattle”, inaugurata nel 2021: offre eventi, «caffè autentico» come si legge fra le referenze, corsi e ospita anche l’ufficio del Console Onorario d’Italia. Come altri centri culturali, rappresenta un punto di riferimento. 


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Non sarebbe come giocare in casa, ovvio. Ma di sicuro, se l’Italia riuscisse a qualificarsi, non sarebbe sola. Dall’altra parte dell’Oceano, ci sono - secondo gli ultimi dati - 17,3 milioni di italoamericani (secondo alcuni, però, sarebbero quasi 20 milioni gli americani di origine italiana), quarto gruppo etnico di origine europea in Usa dopo tedeschi, irlandesi e inglesi. Ma anche a Toronto, dove dovrebbe cominciare la nostra avventura, non siamo messi male: circa 600mila persone, la quarta più grande popolazione di origine tricolore dopo San Paolo, Buenos Aires e New York. Per questo, anche per questo, Gattuso e i suoi ragazzi devono riuscire a superare l’ostacolo, Irlanda del Nord domani sera a Bergamo e Galles (più della Bosnia) eventualmente martedì. C’è un’altra Italia che tifa l’Italia e che la aspetta dall’altra parte del globo. Non solo quella che ha avuto origine nel secolo scorso, quella di “prima generazione”, ma anche quella attuale, costituita da giovani imprenditori, pronti ad investire nel Usa, professori universitari., scienziati e ricercatori , che hanno portato scoperte e invenzioni in ambito industriale, in particolare nei settori dell’informatica e dell’Hi-Tech.


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