Beffa atroce, anno zero: Figc imbelle. Lega egoista, così l'Italia è colata a picco

Il calvario non finisce mai: da dodici anni l'Italia non va al Mondiale e per la terza volta di fila non ci andrà manco stavolta. Ma la nuova eliminazione nasce dal Sistema che la Nazionale ha sempre tradito, senza dare a Gattuso nemmeno lo straccio di uno stage di 48 ore
Xavier Jacobelli

Pubblicato il 01.04.2026, 10:00

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La beffa è stata atroce per il modo in cui è maturata a Zenica: il disastro Bastoni, la coriacea opposizione di un'Italia costretta in dieci contro undici per 80 minuti, le tre palle gol fallite, le grandi parate di Donnarumma, la mancata espulsione di Muharemovic, la maledizione Turpin già fatale contro la Macedonia del Nord, gli errori fatali di Esposito e Cristante dal dischetto. Così, la Bosnia fa la storia e per la seconda volta va al Mondiale, l'Italia la scrive al contrario e per la terza volta di fila lo guarderà in tv. Un fallimento epocale che, sia chiaro, non è assolutamente imputabile allo stoico Gattuso. In sette mesi ha ridato un senso a una squadra che un senso non l'aveva, ha vinto sei delle sue prime sette partite, pareggiando l'ottava, sino ai rigori.

 

 

Figc imbelle, Lega egoista: così l'Italia è colata a picco

Da Gattuso bisogna ripartire. In una notte amarissima per il nostro calcio, ancora più cupa di quanto non la resero svedesi e macedoni, viene spontaneo fare alcune considerazioni. 1) Questa iattura affonda le sue radici nell'autoreferenziale Sistema Calcio Figc-Lega Serie A che la Nazionale ha sempre, sistematicamente tradito: snobbandola, trascurandola, strozzandone lo spazio vitale. Figc e Lega non hanno imparato nulla dalle due caporetto precedenti la terza. È certo che nei giorni a venire piangeranno le solite lacrime di coccodrillo. 2) Gattuso aveva chiesto di rinviare la trentesima di campionato, Gravina doveva fare il diavolo a quattro con la cosiddetta Confindustria pallonara, pur di esaudire la richiesta del ct. Chiamata a ruggire, la Federazione ha belato. I club hanno negato persino lo straccio di uno stage di 48 ore, mentre la Turchia ha anticipato il ventisettesimo turno del suo campionato perché Montella avesse almeno otto giorni per preparare i playoff. Risultato: la Turchia va ai Mondiali, l'Italia ancora una volta no. 3) Nelle prime trenta giornate della Serie A, l'esterofilia ha mandato in campo quasi il 70 per cento di stranieri, ritorcendosi come un boomerang contro lo stesso Sistema che l'esterofilia ingrassa,, proteso com'è a importare troppi scarponi a scapito dei talenti italiani. Guarda caso, nello stesso giorno dello choc bosniaco, in Svezia l'Under 21 di Baldini ha dato spettacolo rifilando 4 gol agli avversari, mettendo in mostra la meglio gioventù che poi, però, nei club viene bistrattata da allenatori senza coraggio e senza attributi. 4) Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere, ripensando ai tonitruanti proclami di esportazione del Modello Italiano, a proposito dell'assurdo progetto di giocare Milan-Como in Australia, miseramente fallito. Per non dire della Supercoppa formula quattro, disputata in Arabia Saudita prima di Natale con i teloni a coprire le curve deserte dello stadio di Riad, raschiando il fondo del barile petrodollari, pur di raccattarne qualcuno. 5) Si sapeva da due anni che la corsa al Mondiale sarebbe potuta sfociare nei playoff. Due anni, durante i quali i calendari sono stati stilati in modo cervellotico, fregandosene degli interessi della Nazionale. Tutto ciò premesso, se la Bosnia n.66 del ranking mondiale ha mandato a casa l'Italia n.12, onore alla Bosnia, lacrime e rabbia per l'Italia mai così in basso. Sappiamo per colpa di chi.

 

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