Allegri, Mancini o Conte: chi può diventare il prossimo ct e a quali condizioni
Via Allegri, la sede della Figc, non è soltanto il luogo fisico in cui il sempre più sgangherato calcio italiano continuerà a fare i conti con le proprie lacune. Con l’esperienza di Gattuso sul viale del tramonto, ad alcuni quella strada appare come un percorso simbolico che può condurre al profilo del nuovo ct. Nomen omen, avrebbero detto i latini. Il nome, si sa, è un presagio. Così Allegri Massimiliano, neppure lontano parente del celebre Allegri Gregorio, compositore passato alla storia per il “Miserere” (“Abbi pietà”, a proposito di segni premonitori), viene già tirato per la giacchetta, quella che il livornese è abituato a togliersi nei suoi attimi di furia agonistica. Sono gli umori dei tifosi a indicare alla Figc un orizzonte possibile. Il desiderio di futuro da una parte, la tentazione di ritornare al passato dall’altra: nelle segrete stanze del potere c’è chi vorrebbe il ritorno in sella di Roberto Mancini, l’uomo che ha vinto un Europeo epico alla luce dei disastri precedenti e successivi del movimento e che ha già pagato con l’esilio la scelta di volare in Arabia.
