Retroscena Gattuso, il suo grazie ai giocatori. E sull’arbitro…

Dalle parole ai calciatori alle riflessioni sull'arbitro: ecco come si è comportato il ct dopo Bosnia-Italia
Fabrizio Patania
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Gattuso è uscito per ultimo dallo spogliatoio del Bilino Polje. Il pullman dell’Italia con il motore acceso, erano appena saliti Pio Esposito, Tonali, Bastoni e Gatti. Donnarumma in solitudine e con le lacrime agli occhi. Era l’una di notte, il popolo bosniaco in festa. Il ct si è fermato un attimo a salutare. In silenzio. Teneva dentro tutta la delusione e un dolore profondo per aver mancato di un soffio il traguardo. Chissà quando gli passerà, forse mai. Come un vero comandante, ha lasciato lo stadio quando tutti gli azzurri, dal primo all’ultimo, erano usciti. Li aveva riuniti, all’interno dello spogliatoio, appena è finita la partita. «Vi devo dire grazie, sono orgoglioso di voi per come avete l ottato. Vi dico grazie anche per quanta disponibilità e senso di appartenenza mi avete dimostrato in questi sette mesi di lavoro. Purtroppo non ce l’abbiamo fatta e so quanto ci tenevate, come me, ad andare al Mondiale, ma lo sport è questo e la sentenza del campo va accettata».

La reazione dello spogliatoio

Lo spogliatoio lo stava ascoltando. Rabbia, delusione e incredulità per come è finita, per le decisioni clamorose di Turpin e del Var. Non saremo più l’Italia di una volta, la Bosnia ha meritato, ma non meritavamo di essere eliminati in questo modo. L’arbitro ha avuto un peso determinante. Non sono scuse. Gattuso non ne voleva parlare a bordo campo e ha appena sfiorato l’argomento in conferenza. C’è un solo dato da analizzare ora e appartiene al Club Italia, anche se tutto il Paese chiede solo dimissioni. Accanto ai 20 club di Serie A in questi sette mesi Rino e gli azzurri avevano costruito una squadra vera come non capitava di vedere in Nazionale da anni.

 

 

 

 


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