Due eliminazioni dal Mondiale su tre con Turpin arbitro: qual è il peso politico dell’Italia?
Hanno lasciato il Bilino Polje a bordo di un van nero, vetri oscurati, davanti e dietro la scorta della Polizia. Più per aprire il traffico per reali questioni di sicurezza. Turpin ieri era all’aeroporto di Sarajevo a metà mattina, programmato sul volo per Francoforte. Seduto negli ultimi posti dell’aereo, non appena è stato possibile ha acceso il computer e si è messo a rivedere le azioni controverse di Bosnia-Italia: avanzamento veloce e poi i focus dugli episodi, a cominciare dal rosso a Bastoni. Turpin è l’arbitro che ci ha portato alla seconda eliminazione Mondiale di fila, l’altra era stata contro la Macedonia a Palermo quattro anni fa: primo quesito, era davvero il caso di rimandarlo? Opportuno? Sensato? Ragionevole? C’è anche una questione più delicata e spinosa del semplice conto degli episodi (che pure ci sono stati). Seguendo la legge di Murphy, tutto quello che poteva andare male, è andato male. Arbitro compreso. La riflessione è ampia: quanto contiamo a livello europeo, nonostante abbiamo il vicariato della vicepresidenza al fianco di Ceferin? Il presidente sloveno, di area balcanica, era presente martedì sera a Zenica.
