Gravina all’attacco dopo le dimissioni: non resterà in silenzio e pubblicherà il suo dossier

Il presidente dimissionario pronto a contrattaccare. Mercoledì o giovedì svelerà le sue carte
Fabrizio Patania
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L’audizione alla Camera, comprensiva di invito a spiegare i motivi dell’eliminazione al Mondiale e rispondere dello stato di salute (cagionevole) del calcio italiano, è stata cancellata quando hanno scoperto che Gravina si sarebbe presentato con un faldone di documenti, proposte varie e iniziative abortite o fallite per via degli stop orditi dal Governo, delle società di Serie A o semplicemente narrate in maniera distorta e superficiale, perché manca la conoscenza approfondita di leggi e normative. Niente audizione? No problem. Gravina andrà avanti lo stesso. Ora si è dimesso e non deve più restare in silenzio o sottostare alle regole di convivenza e di responsabilità politico-sportiva a cui un presidente si attiene. La “reggenza” sino alle prossime elezioni promette polemiche e risposte puntuali. Il dossier è quasi pronto e la Figc ha intenzione di pubblicarlo (vedremo in che forma) tra mercoledì e giovedì, subito dopo Pasqua. Si tratterà di materiale corposo, pieno di allegati e di spiegazioni. Servirà del tempo per leggerlo, ma chi si vuole fare un’idea, riuscirà ad approfondire quanto sia complicato per il governo federale del calcio (chiunque sia al timone) regolare l’attività di base, dunque tutelando la Nazionale e il talento azzurro sparso nel territorio, mediando con gli interessi dei club di Serie A e con le ingerenze del Governo.

Il vincolo sportivo e la Riforma dello Sport

Il vincolo sportivo per i calciatori dilettanti e di settore giovanile è stato abrogato con la Riforma dello Sport in via definitiva dal luglio 2025 ponendo fine al legame pluriennale. Un danno enorme per i club che per tradizione puntano sui giovani. Si è parlato di paletti per l’utilizzo degli italiani senza conoscere le normative europee e l’impossibilità di modificarle. E ancora il diritto al betting. In Portogallo riservano il 3% delle scommesse alle federazioni. In Italia significherebbe riscuotere 450 milioni da investire sulle infrastrutture (campi di calcio). Il commissario straordinario per gli stadi è stato ufficializzato appena ieri e l’Italia deve organizzare Euro32 (entro ottobre la presentazione dei progetti). E poi il diritto di veto in CF della Serie A, i calendari, la riforma dei campionati e così via. Basterà attendere.


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