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Foggia calcio: addio Curci, 100% a Sannella

Foggia calcio: addio Curci, 100% a Sannella
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Fares: «Scelta obbligata a vantaggio del club». L’ex socio: «In due non si può comandare...»

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di Xavier Iacobelli

venerdì 5 maggio 2017 16:39

ROMA - Lucio Fares, presidente del Foggia, è amico prima ancora che il commercialista dei signori Sannella, assistiti anche nella svolta impressa ieri pomeriggio all’assetto societario. Fares confida: «Fedele è un tipo pirotecnico, ama i colpi di scena». Soprattutto, detesta perdere tempo. Così, undici giorni dopo la promozione aritmetica in B; quattro giorni dopo la grande festa allo Zaccheria per Foggia-Melfi, i fratelli re dell’eolico e del fotovoltaico hanno rilevato il 50% di Massimo Curci, socio con il fratello Nicola.

FOGGIA IN SERIE B, 50MILA SATANELLI IN PARADISO

«PASSAGGIO OBBLIGATO» - Il comunicato ufficiale è chiaro: «La Sannella Holding2, interamente di proprietà della famiglia Sannella e già proprietaria del 50% delle quote Foggia Calcio, comunica che ha rilevato il restante 50% posseduto dalla Curci Holding Srl. Nel ringraziare la famiglia Curci per l’impegno profuso in questi due anni e, a testimonianza del grande rapporto esistente fra le famiglie Sannella e Curci, Massimo Curci assumerà la carica di Vicepresidente onorario mentre Nicola Curci assumerà la carica di consigliere onorario».

CHI PAGA GLI STIPENDI - Spiega Fares: «Ciò che è accaduto, è nell’ordine naturale delle cose. Insieme, i Sannella e Curci hanno contribuito alla rifondazione del club che, soltanto grazie ai loro sforzi, è tornato in B. Insieme, dopo averla riconquistata, i soci hanno separato le loro strade, rimanendo in ottimi rapporti. Ciò che conta, sopra ogni cosa, è il bene del Foggia. I Sannella si assumono anche gli oneri della fase finale della stagione, compresi gli stipendi degli ultimi mesi».

10 MILIONI - Le parole del presidente sgombrano il campo dalle illazioni sulle presunte divergenze fra gli ex soci. È vero: nell’arco di una stagione durissima ci sono stati anche momenti di frizione, com’è naturale che sia quando si salva un club dal fallimento, lo si ricostruisce spendendo, fra annessi e pregressi, quasi 10 milioni di euro e si profonde ogni sforzo per la promozione. Dopo il ko di Taranto, ad esempio, per amore del Foggia, Curci attaccò i giocatori, chiamandoli “bambini viziati”. Una sortita che, all’epoca, mandò in fibrillazione l’ambiente, salvo rivelarsi salutare. Ma la stima reciproca non è mai venuta meno.

«IN DUE NON SI COMANDA» - Al telefono, la voce di Curci tradisce per metà sollievo e per metà amarezza. «Due famiglie non possono comandare ed è giusto che, avendone i mezzi, il tempo e le possibilità, i fratelli Sannella abbiano deciso di assumersi tutti gli oneri della gestione. A loro auguro ogni bene. Da un lato, pago lo stress di questi mesi, legato anche all’aggressione a fucilate subita nel febbraio scorso, per non dire dei molteplici impegni professionali tra Foggia. Bologna, Milano e io non sono Sant’Antonio che possedeva il dono dell’ubiquità. Dall’altro lato, la B impone sforzi sovrumani per un commercialista editore di tre tv locali (TeleDaunia, Teleradioerre, Intv) che medita di entrare anche in Telefoggia. Ho venduto a costo zero: ho chiesto che il valore delle mie quote venisse reinvestito nel club. Questa decisione mi è costata parecchio considerato quanto sia tifoso. Negli ultimi vent’anni, nessuno ha dato più di me alla nostra squadra. Ho agito per il bene del Foggia. Mi consola avere contribuito da protagonista a riportarlo in B, dopo 19 anni. Nessuno, qui, potrà mai dimenticarlo».

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