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Italia ko con l’Uruguay e fuori dal Mondiale!

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Un colpo di testa di Godin a dieci minuti dal termine condanna gli azzurri, ridotti in 10 per un'espulsione esagerata di Marchisio. Fuori alla fase a gironi per la seconda volta consecutiva, non accadeva da 48 anni

 Vladimiro Cotugno

martedì 24 giugno 2014 20:29

NATAL - Fuori dal Mondiale, senza se e senza ma: dopo il ko col Costa Rica, arriva per l'Italia di Prandelli anche quello contro l'Uruguay che si prende la qualificazione agli ottavi eliminandoci. Decide un colpo di testa di Godin a dieci minuti dalla fine, dopo che gli azzurri erano rimasti in dieci per il rosso diretto a Marchisio nella ripresa. Dopo 44 anni (1962-1966) la Nazionale esce dalla Coppa del Mondo già alla fase a gruppi per due edizioni consecutive.

SCHERMAGLIE E COLPI PROIBITI - L'Italia è quella annunciata, ampiamente: 3-5-2 sulla falsariga dello schema Juve, con Verratti a sostituire l'infortunato De Rossi. Esordio mondiale per Bonucci e De Sciglio. Il tempo regge a Natal, dopo i nubifragi dei giorni scorsi. Un sombrero di Bonucci, un piccolo allarme rientrato subito per Balotelli: partita iniziata. L'Uruguay è squadra dura ma sono gli azzurri ad andarci giù pesante, con Barzagli che stende Suarez che gli aveva soffiato il pallone. Alvaro Gonzalez restituisce il favore con una sgomitata a Chiellini in mischia. Partita iniziata e partita maschia.SICUREZZA ITALJUVE. PIRLO IMPEGNA MUSLERA - La disposizione tattica scelta da Prandelli rende tutto più semplice a questa nazionale: il blocco Juve si muove a memoria e il gioco è saldamente nei piedi di Pirlo, che Lodeiro cerca di disturbare senza riuscirci troppo. Proprio il regista azzurro prova a sorprendere Muslera dalla lunga distanza, con l'ex Lazio che mette in angolo. L'Uruguay replica poco più tardi con un cross dalla trequarti per Cavani che decide di provare la sponda di testa per Suarez invece di controllare e concludere: Chiellini di testa allontana la minaccia. Ritmi bassi, la Celeste aspetta per ripartire, noi cerchiamo la verticalizzazione per Balotelli o Immobile: tutto secondo copione.

BALO, IL GODOT AZZURRO. VERRATTI STRAPPA APPLAUSI - Balotelli è il tasto dolente di questi minuti: si muove poco, quando lo fa tiene troppo il pallone senza agire di sponda favorendo il recupero avversario. Cáceres lo anticipa saltandogli addosso, Balo replica con uno stacco aereo decisamente scomposto su un pallone conteso ad Alvaro Pereira: giallo immediato per l'attaccante, già diffidato, e il timore che ancora una volta si debba attendere invano il nostro Godot azzurro impegnato più a gestire il suo nervosismo che ad impensierire gli avversari. Anche l'Arena Das Dunas lo fischia sonoramente quando prova una conclusione da distanza siderale, mentre a strappare applausi è Verratti: un doppio dribbling in sequenza a centrocampo e un paio di disimpegni dall'alto tasso tecnico su Cavani e Suarez lo eleggono beniamino del pubblico e del Joga Bonito: qui si premia lo spettacolo.

SUAREZ SPAVENTA L'ITALIA - Proprio da un altro anticipo su Balotelli, stavolta di Godin, parte l'azione più pericolosa dell'Uruguay che arriva con Suarez al tiro dopo uno scambio stretto con Cavani: decisiva l'uscita di Buffon che intercetta il tentativo del Pistolero e poi si oppone anche alla ribattuta di Rodríguez, bloccando finalmente il pallone. Prandelli protesta, con Balotelli ancora a terra a tenersi la testa: voleva che il gioco si fermasse. Ma il direttore di gara fa molto giocare, gli anticipi rudi ma corretti dei difensori uruguagi non lo impressionano e neanche i contrasti duri degli azzurri. I minuti scorrono lentamente, si arriva all'intervallo con un paio di palle messe in area dall'Uruguay senza pretese e con Darmian acciaccato.SORPRESA PRANDELLI: PAROLO PER BALOTELLI - Maxi Pereira per Lodeiro, la mossa di Tabarez per restituire energia al centrocampo. Parolo per Balotelli la sorpresa di Prandelli, Immobile resta da solo davanti. Arevalo Rios interviene subito durissimo su Verratti, meritandosi l'ammonizione. I ritmi restano quelli da anticipo domenicale, con il nuovo entrato azzurro a cercare di fare il guastafeste tra le linee.

RODRIGUEZ SI DIVORA L'1-0. ESPULSO MARCHISIO -
Un'azione che sembrava innocua si tramuta in un grande pericolo per l'Italia: Cristian Rodríguez tiene palla sulla fascia sinistra, accelera e chiede il triangolo a Suarez che lo spedisce in area solo davanti a Buffon, diagonale al volo fuori bersaglio. L'Uruguay inizia ad alzare i ritmi e si ritrova anche a giocare in superiorità numerica l'ultima mezz'ora: Marchisio va in contrasto con il piede a martello su Arevalo Rios sotto gli occhi del direttore di gara che non ci pensa su due volte e tira fuori il rosso diretto tra gli sguardi di sconcerto e rassegnazione degli azzurri.

STUANI DENTRO. BUFFON IPNOTIZZA SUAREZ - Inizia l'assalto finale dell'Uruguay, con Tabarez che richiama un esterno, Alvaro Pereira, per inserire Stuani. Buffon ci tiene su al 20': miracolo su Suarez che si trova sul destro la respinta della difesa azzurra sul tentativo di Cavani, parata di istinto sulla velenosa conclusione d'esterno. Soffriamo l'onda d'urto uruguagia che ora comanda il gioco, l'inerzia della partita è capovolta.CRAMPI PER IMMOBILE E VERRATTI: DENTRO CASSANO E THIAGO MOTTA - Immobile sfiancato regala un lampo d'azzurro quando viene servito da Pirlo in area ma il suo tentativo viene respinto da Gimenez in scivolata. È l'ultimo sforzo prima di cadere preda dei crampi, ci si aspetterebbe Cerci e la sua velocità da imbeccare in contropiede ma Prandelli sceglie inspiegabilmente Cassano, forse punendo il torinista per le dichiarazioni post Costa Rica. Qualche minuto dopo anche Verratti ko per crampi, dentro Thiago Motta: su le barricate, ma manca davvero troppo.

IL MORSO DI SUAREZ, LA STOCCATA DI GODIN: SIAMO FUORI - L'Uruguay ci lavora ai fianchi, siamo la loro preda: Suarez prende alla lettera il suo ruolo di cacciatore, aggredendo Chiellini con uno dei suoi celebri morsi, l'arbitro però non vede a e l'attaccante la fa franca, scampando a una più che probabile espulsione. Mancano solo dieci minuti, ma siamo alle corde e alla fine andiamo al tappeto, sull'ennesima palla messa in area sulla quale Godin svetta da mestierante dei colpi di testa vincenti: stava per decidere la finale di Champions, questa volta però alla sua zuccata di testa non replica nessun Sergio Ramos vestito d'azzurro e l'Italia torna a casa di nuovo senza superare neanche il girone.


Vladimiro Cotugno
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