Mondiali 2018, Messi: compleanno nel ritiro dell'Argentina

La Pulce festeggia 31 anni: il primo a salutarlo con un abbraccio, sul campo di allenamento, è stato il ct Sampaoli. Mascherano: «La relazione con il nostro allenatore è normale». E Tapia attacca la stampa

Cristiano Sala

MOSCA (RUSSIA) - Chissà come festeggiavano i compleanni gli ammutinati del Bounty. Qui, a pochi chilomentri da Mosca, l'abbraccio e il bacio di Sampaoli al neo 31enni Leo Messi è apparentemente la cosa più normale del mondo. Ma il compleanno della Pulce non rientra nella categoria "serenità". Nel pieno della tempesta dove il vascello Argentina sta navigando, il simbolo della nazionale sudamericana è stato inquadrato dalle telecamere di Tycsport mentre abbracciava il suo commissario tecnico. Un bacio e un abbraccio che non cambieranno le sorti di quello che è stato definito un vero e proprio golpe dalla stampa argentina. I giocatori avrebbero infatti preso in mano le redini della squadra, pretendendo la gestione totale delle scelte tecnico-tattiche. L'ultima partita del Gruppo D contro la Nigeria sarà decisiva per capire se questo Mondiale di Russia passerà alla storia come uno dei peggiori dell'Albiceleste.

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In conferenza stampa, nel ritiro di Bronnitsy, ha parlato Mascherano: «La relazione con Sampaoli è normale. Tutti noi nei nostri club abbiamo vissuto situazioni difficili ma nella tua nazionale le cose sono differenti. Da questa esperienza possiamo crescere e rafforzarci tutti». Normalità, un tentativo disperato almeno di mostrarla nel confronto dal tavolo della sala stampa: «Tutto questo rumore attorno a noi non fa bene. Queste voci. Sapete, si possono avere tanti ottimi giocatori ma non sempre si complimentano certe individualità. Facciamo il punto tra di noi, cerchiamo di trovare una forma». Infine: «Come si fa a credere ancora nella qualificazione? Magari cercando di essere ottimisti..

Sono arrivate poi anche le parole del presidente della Federazione argentina, Claudio Tapia: «Abbiamo lavorato tanto per non perdere l’opportunità che il destino ci ha dato». Poi l’attacco alla stampa: «E’ vero che i giornalisti rappresentano il quarto potere. Non dimenticatevi di trasmettere la realtà per quella che è. Avete visto oggi in campo l’allenatore e i suoi collaboratori lavorare con la squadra. Avete visto che molto di quello che si è detto è falso. Vogliamo rispetto e vi chiediamo di accompagnare questo gruppo, lo staff tecnico, nel sogno del passaggio del turno»

 

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