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Verratti: «Non si può valere 100 milioni!»

Verratti: «Non si può valere 100 milioni!»
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Il talento della Nazionale a cuore aperto: «Sbagliate cifre simili! Il Psg ancora non è da Champions ma io faccio parte di quel progetto con orgoglio. Il mio ruolo? Posso giocare ovunque e con chiunque. Le responsabilità? Me le sono prese tre anni fa...»

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di Andrea Santoni

giovedì 10 novembre 2016 14:21

FIRENZE - Carico e rapido nelle risposte. Marco Verratti ha parlato a lungo a Coverciano, di sé, del ruolo, di Nazionale, di Psg, senza nascondersi, anche con punte di autoironia. E con saggezza: «Ho letto che potrei valere cento milioni! Io dico che nessun calciatore dovrebbe valere una cifra simile. E io non mi sento di valere 100 milioni! Lo dico essendo partito dal niente. So che questo è il calcio di adesso. Senza contare che una simile valutazione è brutta anche per un giocatore che per questa valutazione dovrebbe vincere da solo le partite...».

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GIOVANE ITALIA - Ecco le parole di Marco: «Sicuramente trovo una Nazionale piena di giovani, un gruppo che ha serenità, spensieratezza, voglia di divertirsi. Certo, gli infortuni hanno pesato e peseranno; siamo senza Giorgio (Chiellini, ndi) e Barzagli (ndi); qualcosa manca e se ne sente la mancanza, ma ci sono qui altri giocatori molto bravi; per tutta questa serie di ragioni cambieremo qualcosa tatticamnte. E il nuovo assetto penso che porterà i suoi frutti contro il Liechtestein. Occhio però: tutti si aspettano la goleada ma ormai non ci sono squadre da sottovalutare. Per la qualificazione bisogna pensare al presente: per arrivare primi, bisogna  battere il Liechtestein, poi ce la giochiamo con la Spagna, il nostro destino è arrivare primi».

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IO HO L’ETA’ - Facile scherzare sulla carte di identità di uno come Marco, 24 anni il 5 novembre scorso, rispetto a tanti under 23 che gli sono adesso compagni: «Già, la loro età mi fa sentire più vecchio di quello che sono, e mi responsabilizza. Io come tutti, abbiamo esempi straordinari come quelli di Gigi (Buffon, ndi) e Daniele (De Rossi, ndi). Personalmente posso fare ancora meglio, a partire da sabato».

IL RUOLO - Verratti si è soffermato sulla questione tattica che lo riguarda: «Dite che solo in Italia è stato un problema? Ho sempre pensato che per la Nazionale vale un discorso a parte, perché c’è poco tempo per preparare una partita o valutare il ruolo migliore per un singolo. Io in un centrocampo a due, ho giocato spesso, con De Rossi non credo possa esistere un problema. Ognuno di noi vorrebbe giocare sempre, con qualsiasi sistema. A Parigi mi sono ritagliato alla fine sempre il mio spazio: nel 4-4-2 di Ancelotti, nel 4-3-3 di Blanc e ora con Emery (centrocampo con Matuidi, Thiago Motta o Rabiot più Verratti, ndi); l’importante è avere la possibilità di esprimermi. I ruoli posso farli tutti; comunque rispetto le scelte, perché bisogna pensare al collettivo, ed essere felici sempre, anche quando non si gioca, e rispettarci l’uno con l’altro. Mi sento al cento per cento, sto giocando ogni tre giorni nel Psg, e non ho avuto problemi».

DESTINO - «Ho appena compiuto 24 anni, l’età in cui Pirlo prese in mano il Milan: se mi sento pronto per fare altrettanto con la Nazionale? Ma io questa domanda me la sono fatta tre anni fa per andare a Parigi, e mi sono dato una risposta. Ora cerco di migliorarmi con il club, dove questo è più facile; eppoi voglio recuperare il tempo in azzurro: sono stato sfortunato a perdere gli Europei».

MERCATO E PSG - «Se possiamo vincere la Champions? Realisticamente dico di no; in questo momento ci sono club più forti: Barcellona, Real, Bayern sono davanti a noi, mi spiace dirlo ma è così. Ma la mia società ha la voglia di arrivare a quei livelli, questo progetto è iniziato 5 anni fa, con il mio arrivo, farne parte è bello. Perché non vai al Real, mi dice qualcuno? Ma io me sento ancora più responsabile, dato che sono tra i pochi rimasti in questo quinquennio. Il Psg ha la disponibilità giusta: possiamo comprare altri giocatori, rinforzarci. Le voci di mercato? Il Chelsea, la Juve? Ci penso pochissimo, non ne ho voglia, conta il presente. Il Psg è tra i primi 5 club d’Europa, e la prospettiva di diventarne capitano non è certo una brutta prospettiva...».

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ALLENATORI - «Sento spesso a telefono Blanc. E Ancelotti anche di più, con grande piacere, ci chiamiamo di frequente: un po’ io, un po’ lui. E’ bello avere un rapporto con un allenatore tanto importante. Ventura? Tatticamente è tra i migliori che ho avuto, una sorpresa perché non lo conoscevo, le cosa stanno migliorando molto».

FORZA PESCARA - «In qualità di primo tifoso di Lapadula lo scorso anno, sono stato felice di averlo conosciuto qui in Nazionale. Ora aspetto Caprari e Verre. Del resto Pescara è un bel trampolino, il posto ideale per creascere, come capitato a me e Immobile e Insigne».
 

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