Mondiali, se il ct sa sfruttare le regole

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Mondiali, se il ct sa sfruttare le regole© Getty Images
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Marco Evangelisti
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Non sopravvive il più forte. Sopravvive chi si adatta. Nel calcio, almeno. Se le forze misteriose al di sopra di noi cambiano le regole del gioco, noi cambiamo il gioco. E subito, prima che gli altri capiscano che cosa sta succedendo.

Non è che ne siano tutti in grado, altrimenti sarebbe facile. Ma qualcuno lo fa. Hervé Renard ha girato il mondo da Est a Ovest, da Sud a Nord e ritorno. Ha visto calcio interpretato in mille modi. È solo un esempio, però valido. Intanto con l’Arabia Saudita ha battuto l’Argentina interpretando come un’oppotunità la nuova tecnologia che individua con precisione pressoché assoluta il fuorigioco. Linea difensiva molto alta e avanzamento sistematico. Tanto all’occhio digitale basta uno spicchio di spalla per entrare in azione. Morale: i difensori devono preoccuparsi solo di non sbagliare tempi e posizionamenti. Non hanno l’ansia dell’errore altrui, non viene loro il pensiero che di fronte a Messi le bandierine potrebbero restare abbassate. La macchina non riconosce né carisma né privilegio.

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Un rischio, ma ha pagato. È presumibile che altri tecnici seguiranno questa strada. Ma non basta. È stato detto agli arbitri di procedere di un passo in direzione del tempo di gioco effettivo, assegnando recuperi che non finiscono mai. Sette minuti laddove in Serie A, per dire, se ne darebbero tre. Ma anche dieci o quindici, se necessario. Renard ha capito al volo e ha cambiato due uomini a due minuti dalla scadenza del tempo regolamentare e un altro undici minuti dopo. In realtà, diversi altri commissari tecnici si sono regolati nello stesso modo. Nelle prime tre giornate gli allenatori hanno effettuato 16 sostituzioni dal 40’ del secondo tempo in poi. Spesso inserendo due uomini freschi per volta.

A quel punto, di solito metti un giocatore per l’altro con lo scopo pragmatico di perdere tempo. Oppure in risposta a particolari esigenze tattiche. In questo Mondiale, invece, lo fai perché c’è davanti ancora un bel pezzo di partita. Da giocare, non da buttare in confusione tentando di salvare la pelle. Puoi ancora modificare la tattica. Comunque ti servono forze fresche. Scaloni ha effettuato la sua ultima sostituzione al 26’ della ripresa e ne ha lasciata una per strada. Non ha capito che le regole stanno cambiando e può cambiare anche la storia.

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