Cori anti-Islam, rabbia Yamal: "Vergognosi". La Spagna rischia sanzioni Fifa
Non è certo passato inosservato il coro intonato da alcuni tifosi spagnoli nel corso della sfida tra le Furie Rosse e l'Egitto, andata in scena ieri sera al "RCDE Stadium" di Cornellà-El Prat. E la Federcalcio iberica ora rischia pesanti sanzioni da parte della FIFA. Oltre alla rabbia del popolo egiziano, peraltro, c'è da registrare anche il commento di Lamine Yamal, gioiello della nazionale spagnola che ha preso immediatamente posizione.
Spagna, cori discriminatori contro l'Egitto: cosa rischia la Federazione
"Chi non salta è musulmano", questo il coro partito dalle tribune occupate dai tifosi della nazionale spagnola nella serata di ieri, durante il match chiuso sullo 0-0 con l'Egitto. Parole indirizzate al settore che ospitava i supporters egiziani e che ora rischiano seriamente di avere ripercussioni. Per cori islamofobi e xenofobi, infatti, il codice disciplinare della FIFA prevede lo svolgimento di una partita con un numero limitato di spettatori e una multa di almeno 20.000 franchi svizzeri (circa 21.600 euro). Inoltre, "possono essere inflitte misure disciplinari alla federazione o al club responsabile, anche qualora questi possano dimostrare l'assenza di colpa o negligenza", se "uno o più tifosi di una nazionale o di un club" offendono "la dignità o l'integrità di un Paese, di una persona o di un gruppo" con parole o azioni "denigratorie, discriminatorie o offensive" basate su razza, colore della pelle, origine, genere, religione o altri fattori. C'è l'aggravante in caso di recidiva, per episodi ripetuti o circostanze particolarmente gravi. In tal senso, la FIFA prenderebbe in considerazione un piano di prevenzione, multe aggiuntive, detrazioni di punti, partite a porte chiuse, divieti di accesso agli stadi, sconfitte a tavolino, fino all'esclusione dalle competizioni.
Yamal prende posizione: "Sono musumulmano. Coro intollerabile, mancanza di rispetto"
Dopo il pari a reti bianche maturato sul campo, a prendere posizione è stato Lamine Yamal, anch'egli musulmano e colpito profondamente dal coro intonato da una manciata di tifosi spagnoli: "Io sono musulmano, Alhamdulillah. Ieri allo stadio ho sentito il coro 'chi non salta è musulmano' - ha confermato con amarezza il talento del Barcellona e delle Furie Rosse -. So che era rivolto alla squadra rivale e non a me ma, da musulmano, non posso evitare di ritenerla una mancanza di rispetto ed una cosa intollerabile". Sui propri canali social ufficiali, condannando ancora una volta i cori xenofobi e anti-Islam, Lamine Yamal ha poi aggiunto: "Capisco che non tutti i tifosi sono così ma a quelli che cantano queste cose dico che usare una religione come insulto vi definisce come persone ignoranti e razziste. Il calcio è fatto per goderselo e incoraggiare, non per mancare di rispetto alle persone per ciò che sono o per ciò in cui credono. Detto questo, grazie alle persone che sono venute a incoraggiarci, ci vediamo ai Mondiali".